Draghi, l’Ue ci ingabbia ma lui chiede liberismo

12 Settembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Non ci sara’ ripresa sostenibile in assenza di un aumento degli investimenti. Lo ha affermato il presidente della Bce, Mario Draghi, oggi al Forum Eurofi di Milano, ribadendo il messaggio lanciato ad agosto alla riunione di Jackson Hole.

“Un deciso incremento degli investimenti – ha detto – e’ essenziale per portare l’inflazione in maggiore prossimita’ dei livelli auspicati, per stimolare l’economia e ridurre la disoccupazione. Solo se le politiche strutturali, di bilancio e monetarie procedono di pari passo, l’area dell’euro assistera’ al recupero degli investimenti”. Nell’area dell’euro “puo’ essere utile aprire il dibattito sull’orientamento complessivo delle politiche di bilancio, in vista di incrementare gli investimenti pubblici laddove esiste margine di bilancio”.

Secondo Draghi, che ha espresso “apprezzamento” per il pacchetto di 300 miliardi di euro, annunciato due mesi fa dal presidente della Commissione Europea, “vi e’ un ruolo complementare da svolgere nel sostenere la ripresa degli investimenti privati”. Draghi e’ convinto che “abbiamo bisogno di un’applicazione coerente e credibile del Patto di stabilita’ e crescita nel tempo e in tutti i Paesi. Nel contesto esistente i governi possono trovare lo spazio per sostenere gli investimenti produttivi e conseguire una composizione delle politiche di bilancio piu’ favorevoli alla crescita, riducendo l’onere fiscale e la spesa corrente improduttiva”.

Inoltre, per favorire una ripresa degli investimenti “e’ ora indispensabile l’attuazione celere e incisiva delle necessarie riforme” strutturali. La Bce esprime poi “pieno sostegno” all’intenzione del presidente della Commissione europea di creare un’Unione dei mercati dei capitali. Questo passo, ha aggiunto Draghi, “rappresenterebbe una naturale evoluzione del mercato unico, a beneficio di tutti gli Stati membri dell’Ue”.

Secondo il presidente Bce, “occorre sviluppare fonti di finanziamento alternative affidabili rispetto al credito bancario, quali i mercati azionari e obbligazionari, la cartolarizzazione, l’attivita’ di prestito delle compagnie di assicurazione e degli asset manager. E’ di fondamentale importanza per gli investimenti l’esigenza di diversificare le fonti di finanziamento e di superare la frammentazione in ambito finanziario”.

Per stimolare la ripresa e l’occupazione i Paesi dell’Unione europea dovrebbero rimuovere gli ostacoli allo spirito imprenditoriale e alle giovani aziende innovative. “Si prevede che la Spagna registri una ripresa degli investimenti vigorosa nei prossimi due anni – ha detto – per le riforme favorevoli alle imprese e la riduzione delle imposte sui redditi delle persone fisiche e delle societa’”.

Serve quindi rimuovere le barriere all’entrata nei mercati dei beni e dei servizi, rendendo piu’ agevole avviare e gestire imprese: “In molti casi tali ostacoli privano della linfa lo spirito imprenditoriale, soprattutto tra le giovani aziende innovative che creano la maggior parte dei posti di lavoro e sono molto sensibili alle variazioni in termini di opportunita’ di investimento”.

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[ARTICLEIMAGE] Il rilancio dell’economia dell’area euro può avvenire con più investimenti, che a loro volta richiedono un maggior coordinamento tra politica monetaria, stabilita dalla Bce, e politiche di bilancio e strutturali decise da governi e parlamenti. Altrimenti “non c’è stimolo monetario o fiscale che tenga”, ha affermato il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, alla cena di gala del seminario Eurofi, a Milano, che ha preceduto le riunioni informali di Eurogruppo e Ecofin di oggi e sabato.

“Non c’è stimolo che tenga se non affiancato dalle giuste politiche strutturali”, ha detto Draghi richiamando un messaggio già lanciato la scorsa settimana, dopo che il direttorio Bce aveva deciso nuove misure espansive. Il concetto è chiaro: le misure espansive servono a poco se manca un contesto in cui l’economia possa prosperare.

E questo richiede politiche strutturali “atte a promuovere la crescita potenziale e a infondere fiducia”, ha proseguito Draghi, suggerendo di agire su due livelli. Il primo è “il contesto regolamentare”, che dovrebbe essere reso “più favorevole alla crescita economica”.

Il secondo è quello di migliorare l’accesso a fonti di finanziamento a favore delle imprese, diversificandole, e al tempo stesso creare una unione dei mercati dei capitali, come auspicato del nuovo presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker, che aiuterebbe anche a superare la frammentazione che rimane nei mercati finanziari.

“Giustamente si dice che gli investimenti siano la domanda di oggi e l’offerta di domani. In Europa tuttavia sono carenti”. Il capo della Bce ha avvertito che la caduta di investimenti nell’area euro dal 2008 in poi è stata molto più acuta che nelle crisi precedenti. “Dal livello massimo a quello minimo sono diminuiti di circa il 20 per cento, contro il 15 per cento registrato durante la recessione del 1992. Dal 2008 nell’area dell’euro gli investimenti delle imprese mostrano soltanto un lieve miglioramento, mentre negli Stati Uniti superano ormai il livello anteriore alla crisi”.

“Se non riusciamo a rilanciare gli investimenti, indeboliremo l’economia nel breve termine e ne compromettiamo le prospettive di lungo periodo. Non ci sarà una ripresa sostenibile finché la situazione non cambia – ha insistito Draghi -. Un deciso incremento degli investimenti è essenziale per portare l’inflazione in maggiore prossimità dei livelli auspicati, per stimolare l’economia e per ridurre la disoccupazione”.

E appunto solo “se le politiche strutturali, di bilancio e monetarie procedono di pari passo, l’area dell’euro assisterà al recupero”.