Dove investire tra azioni, mercati emergenti e intelligenza artificiale. Le strategie di asset allocation
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L’avvio del 2026 è stato positivo per i mercati azionari globali, sostenuti da un contesto macroeconomico favorevole e da condizioni finanziarie ancora espansive. Secondo una recente analisi condotta dallo Strategy Unit di Pictet Asset Management, la combinazione di liquidità abbondante, crescita economica resiliente e inflazione sotto controllo continua a offrire un terreno fertile per le azioni, che restano la principale asset class in sovrappeso nei portafogli globali.
Allo stesso tempo, gli investitori stanno riducendo l’esposizione obbligazionaria e aumentando quella verso settori ciclici e mercati emergenti, considerati tra i principali beneficiari del nuovo ciclo economico.
- Liquidità globale e politiche economiche favorevoli dietro il rally azionario
- Mercati emergenti in vantaggio sulla crescita
- Stati Uniti ed Europa: crescita solida ma con alcune incognite
- Valutazioni di mercato e flussi finanziari
- Settori protagonisti: IA, industria e sanità
- Uno scenario favorevole ma non privo di rischi
Liquidità globale e politiche economiche favorevoli dietro il rally azionario
Uno dei fattori chiave alla base del rally azionario è l’elevata liquidità presente nei mercati finanziari. Tra le banche centrali monitorate a livello globale, circa il 57% è attualmente impegnato in politiche monetarie espansive, mentre il 40% mantiene un atteggiamento neutrale e solo una banca centrale, quella giapponese, si trova in fase di restrizione. Negli Stati Uniti, la Federal Reserve ha recentemente modificato il proprio approccio passando dal quantitative tightening a programmi di acquisto di titoli di breve termine, contribuendo a sostenere i mercati finanziari.
Anche la politica fiscale svolge un ruolo rilevante. Governi come quelli di Stati Uniti, Germania e Giappone stanno aumentando la spesa pubblica, in particolare per infrastrutture e innovazione tecnologica. Questo mix di stimoli monetari e fiscali contribuisce a mantenere solide le prospettive di crescita globale, favorendo soprattutto gli asset più rischiosi come le azioni.
Mercati emergenti in vantaggio sulla crescita
Gli indicatori economici mostrano una crescita robusta nelle principali economie sviluppate, tra cui Stati Uniti, eurozona, Regno Unito e Svizzera. Tuttavia, il vero motore dell’espansione economica resta il mondo emergente. Le previsioni indicano che il divario di crescita del PIL tra economie emergenti e sviluppate potrebbe raggiungere 2,5 punti percentuali nel 2026, in aumento rispetto ai 2,3 punti del 2025. Questo differenziale rappresenta uno dei principali motivi per cui gli investitori stanno aumentando l’esposizione verso i mercati emergenti.
Le aziende emergenti dovrebbero registrare una crescita degli utili superiore all’11% quest’anno, la più elevata a livello globale. Si tratta di un ritmo superiore a quello atteso per Stati Uniti e Giappone, entrambi intorno al 10%, e circa il doppio rispetto alle previsioni per eurozona, Regno Unito e Svizzera. Inoltre, un eventuale indebolimento del dollaro e prezzi elevati delle materie prime potrebbero favorire ulteriormente Paesi ricchi di risorse naturali come Brasile e Sudafrica.
La Cina presenta una situazione più complessa: la crescita resta in linea con l’obiettivo governativo del 5%, ma la transizione da un modello economico basato sulle esportazioni a uno centrato sui consumi interni procede lentamente. Nonostante ciò, il mercato azionario cinese potrebbe beneficiare di politiche di stimolo e di un miglioramento temporaneo delle relazioni commerciali con gli Stati Uniti.
Stati Uniti ed Europa: crescita solida ma con alcune incognite
Negli Stati Uniti, il sentiment delle imprese resta positivo e i piani di assunzione continuano a sostenere l’economia. Tuttavia, alcuni analisti osservano con cautela il fatto che la spesa delle famiglie sia sempre più finanziata dai risparmi e meno dal reddito corrente, una dinamica che potrebbe rivelarsi insostenibile nel medio periodo.
In Europa, le prospettive di crescita dipendono dall’efficacia degli stimoli fiscali e degli investimenti infrastrutturali, in particolare in Germania. Riforme strutturali come l’Unione dei Mercati dei Capitali e la diversificazione energetica potrebbero sostenere ulteriormente l’economia, anche se la forza dell’euro rappresenta un potenziale freno per le esportazioni. In Giappone, invece, la prospettiva di nuove elezioni e di un possibile pacchetto di stimoli fiscali potrebbe convivere con una politica monetaria più restrittiva e con ulteriori rialzi dei tassi.
Valutazioni di mercato e flussi finanziari
Nonostante il rally in corso, i premi per il rischio restano relativamente contenuti. Negli Stati Uniti, la differenza tra il rendimento degli utili a 12 mesi e quello dei Treasury decennali è pari al 2,7%, circa 7 punti percentuali sotto il picco storico. Il rapporto prezzo/utili dell’indice S&P 500 si attesta intorno a 22 volte gli utili, un livello elevato che lascia poco margine di protezione in caso di rallentamento economico o ritorno dell’inflazione.
Dal punto di vista tecnico, tuttavia, il mercato azionario continua a essere sostenuto da una buona ampiezza del rally e da flussi di capitale robusti. Nelle ultime quattro settimane gli afflussi azionari hanno raggiunto circa 72 miliardi di dollari, con una forte domanda verso benchmark globali, Stati Uniti e mercati emergenti. Anche il posizionamento degli investitori istituzionali indica un’elevata propensione al rischio, con il maggiore sovrappeso azionario degli ultimi due anni.
Settori protagonisti: IA, industria e sanità
A livello settoriale, tecnologia e servizi di comunicazione restano le principali aree di sovrappeso, sostenute dalla crescente domanda di semiconduttori, hardware e infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Nei mercati emergenti, in particolare in Corea, Taiwan e Cina, le aziende tecnologiche stanno beneficiando della riconfigurazione delle catene globali di approvvigionamento e dell’espansione del boom dell’IA oltre le grandi società statunitensi.
Anche il settore industriale è in evidenza grazie all’aumento della spesa in conto capitale e agli investimenti pubblici. Il comparto sanitario mantiene un ruolo difensivo e presenta valutazioni interessanti, mentre il settore finanziario beneficia di una curva dei rendimenti più ripida e di uno slancio economico positivo, pur richiedendo maggiore selettività, soprattutto negli Stati Uniti.
Uno scenario favorevole ma non privo di rischi
Nel complesso, il 2026 si presenta come un anno favorevole per le azioni, sostenute da liquidità abbondante, crescita economica resiliente e innovazione tecnologica. Tuttavia, non mancano i rischi: l’elevata spesa in intelligenza artificiale, i limiti fiscali di alcuni governi e la possibilità di nuove pressioni inflazionistiche potrebbero provocare cambiamenti improvvisi nel sentiment degli investitori. In questo contesto, una strategia diversificata e selettiva resta fondamentale per cogliere le opportunità offerte dal nuovo ciclo economico globale.