Doucal’s, fatto a mano d’eccellenza 

8 Ottobre 2019, di Redazione Wall Street Italia

I fratelli Giannini segnano il nuovo corso imprenditoriale del brand marchigiano con un approccio contemporaneo e internazionale

A cura di Margherita Calabi e Francesca Gastaldi

Design ricercato, materiali di pregio e personalizzazione dei dettagli, ma anche morbidezza e leggerezza: sono queste le caratteristiche che contraddistinguono le scarpe Doucal’s. Correva l’anno 1973 quando a Montegranaro, nelle Marche, Mario Giannini fondò l’azienda di calzature maschili Doucale; oggi Gianni e Jerry Giannini, i figli del fondatore, guardano verso il futuro. Affascinati dalle abilità artigiane di una volta, i due fratelli segnano il nuovo corso imprenditoriale del marchio con un approccio contemporaneo e internazionale. 


I fratelli Giannini

Artigianato e stile. Alla base di ogni collezione Doucal’s vi è la ricerca di uno stile raffinato nel rispetto delle tradizioni. Massima attenzione viene data a ogni fase di lavorazione della calzatura, in un processo creativo che può richiedere fino a 140 passaggi. “Si comincia dalla selezione delle pelli”, spiega Gianni Giannini, titolare insieme al fratello Jerry e direttore creativo del brand. “Un passaggio molto delicato poiché soggetto a numerose variabili: le pelli, di provenienza diversa – per lo più francese, italiana e svizzera – presentano caratteristiche molto differenti. Ogni anno possono verificarsi dei cambiamenti importanti negli allevamenti, anche per fattori climatici: abbiamo quindi il compito di selezionare il pellame e controllarlo con la massima attenzione”.
La scelta dei materiali è solo il primo passo. Segue la concia, effettuata ancora nei caratteristici bottali di legno e poi il lavoro sartoriale, ovvero la cucitura della scarpa. “Con abili lavorazioni”, continua Giannini, “tutti i pezzi vengono assottigliati in modo che non si creino imperfezioni, questi vengono poi assemblati, cuciti e rinforzati. Se realizzassimo abiti, a questo punto il lavoro sarebbe pressoché finito: nel caso delle scarpe, invece, non è che l’inizio”. L’obiettivo è quello di creare calzature eleganti e confortevoli, declinate in modelli classici come le derby, le brogue e le oxford, che vengono reinterpretate con un ‘twist’. “Nei nostri design il gusto italiano per le forme e i colori si sposa con uno stile tipicamente british”, spiega Jerry Giannini.


Il processo di lavorazione di una calzatura Doucal’s

L’autunno-inverno 2019/20. È ispirata alle eleganti atmosfere dei club inglesi la collezione invernale dove il grande protagonista è il colore: la palette cromatica passa dal verde al blu, dal petrolio al viola e include tonalità più calde come il cuoio, la senape e il sabbia. Caratteristica distintiva è la ricerca di nuovi codici estetici: contrasti materici, accostamenti inaspettati di pellami a tessuti come la lana, il tweed e il bouclé, cromatiche leggere ed effetti ‘stonalizzati’ contraddistinguono i nuovi modelli del marchio. “Questa collezione, incentrata sulle particolarità artigianali tipiche delle nostre lavorazioni, presenta degli aspetti inediti”, racconta Gianni Giannini. La tassell loafer in camoscio blu ha dettagli a contrasto in pelle di vitello; la derby in grigio e burgundy presenta sfumature di verde sulla punta; la monk gioca con le dimensioni delle fibbie, mentre l’allacciatura a ghillie dona alla oxford un aspetto decisamente ‘smart’. Echi anni ‘70 si ritrovano negli stivaletti in camoscio con suola e lacci a contrasto, mentre le calde atmosfere degli chalet alpini richiamano il ‘mountain style’ con modelli che uniscono un’estetica elegante alle qualità tecniche. Non mancano, inoltre, modelli sportivi con forme morbide e arrotondate, contrasti colorblock e suole di dimensioni e forme insolite.

Artigianalità 4.0. L’artigianalità si sposa con un marcato spirito d’innovazione nei nuovi progetti all’avanguardia del marchio: è il caso di Doucal’s 4.0, programma promosso dall’azienda con due dipartimenti dell’Università Politecnica delle Marche. Lo scopo è quello di digitalizzare le abilità manuali dei propri artigiani per avere a disposizione un archivio storico delle diverse lavorazioni e agevolare la formazione del personale. “Crediamo nel dialogo tra il passato e il presente.
Questo è possibile grazie all’incontro delle nuove tecnologie con il nostro know-how, che dalla forma orale passa a quella digitale”, spiegano i fratelli Giannini. L’azienda ha di fatto introdotto i primi occhiali smart virtuali, dotati di microcamera, che vengono indossati da artigiani addetti a taglio, giunteria e montaggio per riprendere le loro azioni in tempo reale. I filmati arrivano a un computer che esamina ogni fotogramma e possono poi essere visualizzati da chi realizza per la prima volta una specifica lavorazione. Questo riduce di fatto i tempi di formazione, ottimizzando sempre di più il processo produttivo.


I modelli più iconici del marchio esposti al Museo della Calzatura

Il Museo della Calzatura. La storia artigianale del brand è raccontata attraverso i modelli esposti all’interno del Museo della Calzatura.Costruito ex-novo sull’originale fabbrica di produzione, questo spazio è stato inaugurato da Doucal’s nel 2013 per celebrare i 40 anni del marchio. “Nostro padre è stato lungimirante: dal 1973 ha conservato tutti i modelli più rappresentativi dell’azienda”, racconta Gianni Giannini. “Parliamo di quasi 47 anni di calzature per migliaia di pezzi. In Italia siamo in pochissimi a disporre di una collezione così.  Quando il MOMA di New York aprì le porte all’universo della calzatura, la nostra fu una delle prime aziende italiane a essere chiamate. Questo ci ha spronato a inaugurare uno spazio tutto nostro, dove mettere in mostra le calzature che hanno caratterizzato la nostra storia e il nostro stile”. 

Eleganza senza tempo. “Il cliente Doucal’s indossa abiti contemporanei, ma è allo stesso tempo legato alle grandi tradizioni e alla manifattura made in Italy”, spiega Jerry Giannini. Un testimonial ideale? “Potrebbe essere ancora oggi l’avvocato Gianni Agnelli, un’indiscussa icona di stile. Il nostro uomo d’affari ama distinguersi con eleganza, rimanendo sempre lontano dagli eccessi”. Secondo la filosofia Doucal’s, a caratterizzare lo stile di un vero gentleman è la scelta della calzatura giusta per ogni tipo di occasione. “Crediamo fortemente in questo criterio, che ispira tutte le nostre collezioni”.
Quali sono invece i must-have di un uomo di classe? “Non possono mancare la classica stringata per l’ufficio, la slipper in vernice o velluto per la sera, una calzatura per il tempo libero, intesa come una sneaker ricercata e l’intramontabile polacchino in camoscio per i weekend in campagna”.


La boutique Doucal’s in via Gesù 15 a Milano

Numeri e mercati. L’azienda, che ha chiuso il 2018 con un fatturato di 15 milioni di euro, in progressione del 20% rispetto all’anno precedente, prevede una nuova crescita per il 2019. “Vogliamo assestarci sui 17 milioni di euro in linea con l’obiettivo che ci siamo prefissati espresso nella formula del 20-20: chiudere il 2020 con 20 milioni di fatturato”, spiega Gianni Giannini. “In un momento non facile per il mondo della calzatura, la nostra sfida è quella di mantenere una crescita progressiva”. I mercati più forti includono quello italiano, cresciuto del 16% rispetto allo scorso anno, ma anche quello russo e nord europeo – in particolare Francia, Germania, Austria e Olanda – e il mercato asiatico, specie quello giapponese.
Il brand, che possiede due boutique monomarca a Milano e a Parigi, rispettivamente in via Gesù 15 e al 6 di rue du Marché St. Honoré, è presente in importanti department store internazionali.“Crediamo molto nella crescita attraverso la formula degli shop-in-shop e puntiamo all’apertura di nuovi corner. Dal 2019 siamo presenti da Harrods a Londra e da Kadawe a Berlino, due fiori all’occhiello nella distribuzione di lusso. Siamo inoltre presenti alle Galeries Lafayette a Parigi”, racconta Jerry Giannini.
Un obiettivo per il futuro? “Trovare uno spazio a Milano dove esporre al pubblico la straordinaria collezione del nostro Museo, simbolo dell’autenticità dell’azienda”, rivela Gianni Giannini.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di ottobre del magazine Wall Street Italia.