Dopo Cipro toccherà a Malta?

28 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Quale sarà il prossimo paese a essere punito dalla Commissione europea e dall’Fmi? Tutti gli occhi sono puntati su Malta e Lussemburgo, che sono caratterizzate entrambe da un sistema finanziario che ha una dimensione eccessiva rispetto a quella dei rispettivi pil.

I funzionari di Malta hanno riferito oggi che non esiste il rischio che il paese cada vittima di una crisi simile a quella che ha costretto Cipro a chiedere il salvataggio all’Eurozona, rifiutando categoricamente quei paragoni “ingannevoli” che sono stati fatti nelle ultime ore tra l’economia maltese e quella cipriota.

“Il nostro modello bancario è solido, liquido e redditizio. Siamo più sicuri di qualsiasi altra realtà”, ha detto addirittura Charles Borg, amministratore delegato di Bank of Valletta.

Malta è comunque considerata in particolare come un paradiso fiscale, così come lo era Cipro, elemento questo da non sottovalutare.

Insieme al governatore della Banca centrale di Malta Josef Bonnici, Borg ha sottolineato che gli asset di tutte le banche importanti che si trovano nell’isola ammontano a una percentuale appena inferiore al 300% del pil; un rapporto che, secondo il dirigente della banca, in base agli standard internazionali, “rientra nei limiti”. Il sistema bancario di Malta è dominato da due banche: HSBC Malta e Bank of Valletta che sul sistema finanziario del paese per oltre il 90%.

Ma altri numeri parlano ancora più chiaro. Le banche con sede a Malta valgono 8 volte il pil dell’isola; e, a assere attento, come ha consigliato di fare Deutsche Bank, deve essere anche Lussemburgo, il cui sistema bancario ammonta a 22 volte il prodotto interno lordo.

Nell’intervista rilasciata al sito EUobserver Thomas Meyer, responsabile economista di Deutsche Bank, ha affermato che sia Malta che Lussemburgo dovrebbero trarre una lezione dagli ultimi eventi che hanno scosso Cipro. Meyer ha precisato che “una supervisione efficiente” non è sufficiente.

“Anche sotto la migliore supervisione, le banche possono finire nei guai…e se lo stato è troppo piccolo rispetto al settore bancario, lo stato andrà in bancarotta”. L’esperto ha spiegato che la Svizzera, anch’esso paese caratterizzato da uno squilibrio tra pil e banche, ha affrontato il problema obbligando i suoi istituti di credito a detenere una quantità di riserve pari a quasi il doppio di capitale detenuto da banche di altri paesi.

Il punto è “che più piccolo è lo stato, più la banca ha bisogno di cuscinetti di capitale per proteggere lo stato”. E, “per quanto ne so, né Lussemburgo né Malta hanno introdotto nulla di simile a quanto ha fatto la Svizzera, dunque implicitamente stanno facendo affidamento all’Eurozona e al’arrivo di eventuali aiuti, nel caso in cui si imbattessero in qualche crisi”.