Dollaro sulle montagne russe, dove andrà il biglietto verde

5 Agosto 2021, di Mariangela Tessa

Per capire dove andrà il dollaro l’appuntamento chiave è atteso per domani, quando verranno pubblicati i dati sul mercato del lavoro statunitense. È proprio dalla diffusione dello stato dell’occupazione oltreoceano che, secondo gli analisti, dipenderà l’andamento futuro del biglietto verde dopo le recenti oscillazioni.

Un primo assaggio dei dati di domani sono arrivati dalle stime ADP, in base alle quali, nel mese di luglio, negli Stati Uniti sono stati creati 330 mila nuovi posti di lavoro, ben sotto le aspettative della vigilia (+700 mila).

“Un dato debole che conferma le stime ADP avrebbe un ulteriore effetto negativo sulle quotazioni del dollaro portando il cambio eurodollaro a 1,20. Viceversa un dato molto positivo potrebbero rafforzare le quotazioni del biglietto verde fino a spingere la coppia EUR/USD verso 1,17” ha spiegato Filippo A. Diodovich, Market Strategist, IG Italia, in una nota.

Economia Usa: segnali contrastanti

Le stime ADP – spiega Diodovich – confermano le preoccupazioni mostrate dal presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, nella conferenza stampa del 28 luglio.

Powell, in quella occasione, aveva ribadito che la politica monetaria rimarrà accomodante fino a che gli obiettivi di stabilità dei prezzi al consumo e di piena occupazione non saranno raggiunti, mantenendo invariati i tassi di interesse nella forchetta 0-0,25% e il piano di quantitative easing a 120 miliardi di dollari (80 miliardi di dollari in di bond e 40 miliardi di MBS).

“Da quel giorno il dollaro ha cominciato a perdere terreno proprio sulla scia delle attese degli investitori che il tanto temuto processo di tapering ovvero di riduzione degli stimoli monetari possa essere ulteriormente ritardato. Non più un annuncio nel simposio di Jackson Hole ma molto più probabilmente nei prossimi meeting della FED a settembre o novembre” aggiunge Diodovich, rilevando che la Federal Reserve continuerà a mantenere un approccio data-driven e che solamente miglioramenti concreti nel mondo del lavoro potrebbero convincere Powell a ridurre gli incentivi monetari diminuendo gli acquisti nel piano di Quantitative Easing.

Ieri il colpo di scena. Nel corso del pomeriggio l’intervento del vice presidente del Board of Governors Richard Clarida ha cambiato del tutto le aspettative degli investitori, introducendo la concreta possibilità di un rialzo dei tassi di interesse nel 2023. Questo alla luce del fatto che la locomotiva a stelle e strisce potrebbe raggiungere gli obiettivi fissati dall’istituto centrale su inflazione e occupazione entro la fine del prossimo anno.

“Credo”, ha detto intervenendo al Peterson Institute, “che queste condizioni necessarie per alzare il range dei tassi sui Federal funds saranno soddisfatte alla fine del 2022”. E dunque, ha aggiunto, “avviare la normalizzazione della politica monetaria nel 2023 sarebbe coerente con il nostro nuovo obiettivo flessibile di inflazione“.

Clarida ha anche aggiunto che, sebbene l’economia statunitense non abbia ancora raggiunto gli obiettivi fissati, la Fed è pronta a ragionare sul ritiro degli stimoli. “Se le mie previsioni di base si materializzeranno”, ha sottolineato, “allora certamente sosterrei l’annuncio di una riduzione del ritmo dei nostri acquisti verso la fine di quest’anno“.

Le dichiarazioni di Clarida hanno rimesso in moto il biglietto verde, che inizialmente era sceso dopo la diffusione dei dati macro Usa sull’occupazione nel settore privato.

Dollaro: volatilità alle stelle

Diodovich spiega nella nota:

“L’impatto è evidente sul dollar index, paniere che misura la forza del biglietto verde contro le principali valute internazionali, che ha perso notevolmente terreno. Il dollaro/yen ha perso 30 pips da 109,05 a 108,75, il USD/CAD 20 pips da 1,2550 a 1,2530, il USD/CHF 25 pips da 0,9045 o 0,9020. L’eurodollaro ha guadagnato 40 pips da 1,1860 a 1,19 e il cable 15 pips da 1,3940 a 1,3955. Dopo le dichiazioni di Clarida movimento opposto. Dollar Index balzo straordinario. Eurodollaro che perde oltre 60 pips a 1,1840″