Deutsche Bank: ispezione di massa per frode

12 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Prima hanno tagliato posti di lavoro in Olanda, poi hanno chiuso la divisione in Svizzera Sal-Oppenheimeimer, quindi lo scandalo dei 12 miliardi di perdite nascosti per evitare il bailout governativo.

Ora la sede di Deutsche Bank e’ sottoposta agli esami degli inquirenti tedeschi. L’incendio riportato in un primissimo momento era un falso allarme, ma pericolo di fiamme a parte non e’ certamente un bel periodo per l’istituto di credito numero uno di Germania.

Dopo un calo improvviso, al momento i titoli avanzano, ma con rialzi di molto ridotti rispetto all’avvio. Le DB guadagnano 0,52% a quota 34,50 euro alla borsa di Francoforte. Alle 11, momento della diffusione delle prime notizie riguardanti le ispezioni, erano stati toccati i minimi di giornata a 34,35 euro. I massimi si sono invece visti nelle prima battute a 34,78.

C’e’ confusione sui motivi scatentanti le perquisizioni: avrebbero a che fare con i sospetti di una frode fiscale sulle emissioni di CO2, secondo la banca. La polizia di Francoforte dice invece che c’entrano i 12 miliardi di perdite nascosti.

A rivelare lo scandalo dei 12 miliardi di rosso mancanti era stato il Financial Times, secondo cui Deutsche Bank avrebbe nascosto durante la crisi finanziaria le perdite ingenti, allo scopo di riuscire a evitare di ricorrere al piano di salvataggio governativo.

Tutto è saltato fuori grazie a tre ex dipendenti della banca, che hanno presentato un esposto alle autorità americane. Autorità che sono colpevoli almeno quanto Deutsche Bank. Si parla proprio della Sec.
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La persona responsabile di monitorare il rispetto delle regole di mercato presso la commissione, all’epoca, era infatti Robert Khuzami: che era anche numero uno della divisione legale di Deutsche Bank. Tutto questo mentre Deutsche Bank organizzava i propri trucchetti.

Secondo l’accusa dei banchieri, Deutsche Bank evitò accuratamente di registrare le perdite al valore “mark-to-market” delle perdite accusate durante il precedente periodo della crisi finanziaria, che colpì i mercati del credito nel periodo compreso tra il 2007 e il 2009.