Deflazione: sicuri di voler credere alle bugie di Bernanke e Geithner?

17 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Gli ultimi dati di ottobre sull’inflazione sembrano dare ragione a Ben Bernanke, che da mesi va dicendo che le cifre sono ben lontane dal target del 2% fissato per mandato dalla banca centrale americana.

L’obiettivo della Federal Reserve, infatti, e’ lottare contro lo spettro della deflazione, ossia prezzi in ritirata all’interno di una fase in cui l’economia e’ in stallo. Non a caso, e in barba al coro di critiche arrivate da politici ed economisti, l’istituto ha deciso di adottare un secondo round di allentamento monetario.

Ma agli occhi dei contribuenti americani la situazione sembra ben diversa. Qualche esempio? Da Wal-Mart, il colosso della grande distribuzione, un vasetto di yogurt in media e’ passato da 50 a 58 centesimi di dollaro. Una confezione di pomodorini ciliegia costa $5.98, un dollaro di piu’ del 2009 ecc ecc.

Persino i blog finanziari made in Usa si sono messi a monitorare l’andamento dei prezzi delle merci sugli scaffali dei supermercati giungendo a un’unica conclusione senza lasciare peli sulla lingua: l’amministrazione americana, il cui debito in gran parte e’ legato al tasso dell’inflazione e che e’ nota per mentire sui numeri e tutto cio’ che colpisce l’opinione pubblica, ha calcolato i prezzi al consumo senza prendere in considerazione cio’ che davvero sta succedendo.

Insomma, sono in molti a Wall Street cui piace (non senza dispiacere) ironizzare sostenendo che Bernanke, Geithner (segretario al Tesoro) e compagnia bella “credono che tu, cittadino americano, sia stupido”.