Debito Giappone: si avvicina il giorno della “resa dei conti”

2 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – In Giappone si sta avvicinando a grandi passi il momento della resa dei conti per il debito governativo. Secondo Tom Byrne, vice presidente senior di Moody’s, quel giorno potrebbe arrivare prima del previsto, a meno che il governo non ceda alle pressioni e avvii le giuste riforme fiscali.

Durtante una riunione organizzata dalla Banca dello Sviluppo Asiatica a Manila, nelle Filippine, Byrne ha criticato le politiche fiscali dell’esecutivo del Sol Levante: “Se il governo non alza le tasse, gli investitori incominceranno a chiedere premi piu’ alti nel mercato obbligazionario”.

“Se non alzano le tasse dovranno emettere piu’ titoli del debito, il che avvicina il giorno della resa dei conti, quando gli investitori chiederanno tassi di interesse piu’ alti per il rischio che si prendono comprando bond”, ha detto ai giornalisti Byrne, a margine del meeting.

“Si rischia di toccare un punto di non ritorno: da quel momento cose cambieranno in maniera radicale”.

Alle prese con un debito in continua crescita, il primo ministro Yoshihiko Noda sta incontrando non poche difficolta’ a preservare una certa unione tra i partiti al potere. Il nodo cruciale riguarda un piano controverso per raddoppiare l’Iva, ora pari al 5%, da qui al 2015.

I partiti dell’opposizione, il cui voto e’ fondamentale per avere la maggioranza al Senato, si rifiutano di cooperare.