Fonte: Fonti societarie
Il 2026 ha visto una stabilità apparente nei mercati, ma con un profilo di rischio più alto rispetto al passato. L’intensificarsi della guerra commerciale, l’escalation delle tensioni in Medio Oriente e la crescente incertezza riguardo le politiche delle banche centrali hanno alimentato nuovi timori legati a inflazione e crescita. In questo contesto, le tradizionali correlazioni tra azioni e obbligazioni non sono riuscite a supportare adeguatamente i portafogli degli investitori.
La prospettiva delle strategie Total Return
La questione è stata affrontata da Pictet Asset Management, durante un incontro con la stampa dal titolo “Da rischio geopolitico a costruzione di portafoglio: la prospettiva Total Return”. L’evento, introdotto da Paolo Paschetta, Equity Partner e Country Head Italia, ha visto l’intervento di Dario Fabbri, analista geopolitico e fondatore della rivista Domino, che ha dipinto uno scenario globale complesso, esplorando gli equilibri tra le principali potenze mondiali e le loro possibili implicazioni a medio termine. L’incontro ha fornito una lettura integrata, che ha messo in luce l’interconnessione tra dinamiche geopolitiche, macroeconomiche e opportunità di investimento.
In questo contesto, sono state analizzate le strategie Total Return come “Una risposta efficace per navigare l’incertezza del mercato, focalizzandosi su soluzioni in grado di costruire portafogli più resilienti e flessibili”, ha detto Paolo Paschetta.
Mentre i bond, tradizionalmente considerati rifugi sicuri nelle fasi di turbolenza, hanno mostrato sempre più limiti, sia nella generazione di valore che nella protezione del capitale, l’equity ha continuato a presentare occasioni, seppur in un ambiente caratterizzato da valutazioni elevate e premi per il rischio sempre più compressi. Questo ha portato a una crescente dispersione nei rendimenti, un elemento da considerare attentamente nelle scelte d’investimento.
L’importanza della diversificazione
In un contesto in cui la direzione dei mercati è meno leggibile, le strategie total return diventano uno strumento utile per ampliare la costruzione del portafoglio oltre il tradizionale schema azioni-obbligazioni. “L’obiettivo è introdurre fonti di rendimento più flessibili, capaci di contribuire alla diversificazione e di ridurre la dipendenza dai movimenti dei listini” continua Paschetta. Tra queste, sono state descritte le strategie long/short, che storicamente hanno mostrato volatilità annualizzate tra il 4% e l’8%, contro il 14-16% degli indici azionari globali, con drawdown tre-quattro volte più contenuti nelle fasi di stress.Attraverso strutture UCITS liquide e accessibili, tali soluzioni possono essere integrate nei portafogli per contenere la volatilità complessiva, migliorare lo Sharpe Ratio e mantenere una traiettoria coerente con gli obiettivi di lungo periodo. In questo quadro, Pictet Asset Management ha sviluppato Pictet TR-Atlas, fondo long/short sull’equity globale che, dal lancio nel novembre 2016 a fine 2025, ha generato un rendimento annualizzato pari a una volta e mezzo la volatilità annualizzata, a fronte del rischio assunto.
L’esperienza e l’evoluzione di Pictet
“Pictet vanta una lunga esperienza nello sviluppo di strategie alternative” spiega Paschetta, maturata sin dagli anni Ottanta sui mercati pubblici e privati. Un passaggio chiave è arrivato nel gennaio 2008, con il lancio della SICAV Pictet Total Return, oggi Pictet TR, che ha introdotto il primo fondo equity long/short e aperto la strada a una piattaforma UCITS oggi tra le più complete del mercato. La gamma riunisce oltre 50 professionisti e comprende strategie long/short, market neutral, multi-strategy, event driven e quantitative, pensate per ricercare rendimenti assoluti meno dipendenti dall’andamento dei mercati tradizionali. Alla base vi sono una rigorosa disciplina del rischio, team di investimento indipendenti e specializzati e il supporto dell’infrastruttura globale del gruppo.
In un mercato più volatile e meno leggibile attraverso le correlazioni storiche, le strategie total return diventano così un tassello complementare per costruire portafogli più dinamici, diversificati e capaci di preservare stabilità nel tempo.