Da Ostia a Treviso. Corruzione e nullatenenti con auto lusso

4 Novembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La Guardia di Finanza di Treviso ha eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni per un valore di oltre 3 milioni di euro, nei confronti di due imprenditori, attualmente indagati per reati tributari.

L’operazione ha visto impegnati oltre 20 Finanzieri della Compagnia di Treviso in perquisizioni locali e domiciliari – nella provincia di Treviso e Padova- finalizzate ad individuare e sottoporre a vincolo cautelare beni mobili, immobili e somme di denaro nella disponibilità degli indagati.

In particolare, sono state sottoposte a sequestro preventivo all’amministratore delle società varie Ferrari tra cui una Testarossa Spider, tre F40, una F50, una F430 GT2 Evo ed una Enzo, una Lamborghini Gallardo ed una Bugatti.

Dopo l’arresto dei due imprenditori, che non risultano intestatari di alcun bene, avvenuto all’inizio dello scorso mese di ottobre, tutte le auto – radiate per l’esportazione, ma di fatto mai trasferite all’estero – erano state fatte sparire e trasportate in diverse località della provincia di Padova al solo fine di evitarne il sequestro. Il meccanismo evasivo attuato attraverso un vorticoso giro di fatture false, accertato dalle Fiamme Gialle per oltre 30 milioni di euro, si perfezionava attraverso l’accredito del denaro all’amministratore de iure, una ultra ottuagenaria di Treviso, i cui conti venivano progressivamente svuotati._________

ROMA (WSI)- Operazione di polizia, carabinieri e guardia costiera a Ostia Lido, coordinata dalla locale direzione distrettuale antimafia, nel corso della quale sono stati eseguiti provvedimenti restrittivi della libertà personale e numerose perquisizioni a carico di esponenti della criminalità locale, imprenditori, pubblici ufficiali che avevano messo in atto un impianto corruttivo finalizzato a pilotare la gestione dei pubblici appalti e la concessione di stabilimenti balneari in quel tratto di litorale romano.

Le misure cautelari e le perquisizioni daranno un ulteriore colpo all’articolato sistema corruttivo che, attraverso l’azione di funzionari pubblici, la forza intimidatrice di esponenti della criminalità di Ostia e l’interesse di imprenditori di quel territorio, mirava a pilotare appalti relativi alla gestione di servizi di pubblico interesse, quali le concessioni demaniali degli stabilimenti balneari. (Agenzie)