Crowdinvesting: boom degli investimenti online, cosa c’è da sapere

18 Febbraio 2021, di Mariangela Tessa

Crowdinvesting: boom degli investimenti tramite portali on-line, cosa c’è da sapere

Aiutare le imprese a crescere, fino alla quotazione in borsa, finanziare l’economia reale, che mai come in questo momento ha bisogno di risorse e liquidità per uscire dalla crisi pandemica e diventare competitiva, offrire al risparmio privato, in un contesto a bassi tassi d’interesse, opportunità di rendimento alternative, possibilmente in Italia.

Il crowdinvesting si sta progressivamente affermando per integrare portafogli di High Net Worth Individual, come una nuova opportunità di diversificazione su PMI e imprese non quotate e una possibilità interessante e innovativa di rendimento.

In vista dell’adozione del nuovo Regolamento UE (2020/1503) che disciplina le campagne sulle piattaforme di crowdfunding, quale strumento alternativo per l’esecuzione di investimenti, i portali per l’investimento online, gli operatori di mercato e le istituzioni, riuniti oggi intorno al tavolo digitale dal titolo: “La clientela Private e gli investimenti in economia reale tramite portali on-line”, voluto da AIPB, l’Associazione Italiana Private Banking, hanno messo a confronto dati, esperienze e casi studio, per riflettere sulle prospettive del matrimonio tra Private Banking e nuove piattaforma digitali.

A discutere di crowdinvesting insieme ad Antonella Massari, Segretario Generale di AIPB, sono intervenuti: Giancarlo Giudici del Politecnico di Milano; Antonella Grassigli di Doorway; Emma Rita Iannacone di Consob; Anna Lambiase di IR Top; Roberta Sandrone di Intesa Sanpaolo Private Banking; Alessandro Scortecci di Cassa Depositi e Prestiti Venture Capital, con Alessandro M. Lerro, Presidente dell’Associazione Italiana Equity Crowdfunding in qualità di moderatore.

I dati dell’osservatorio AIPB

Antonella Massari, Segretario Generale di AIPB, aprendo i lavori dell’evento, ha illustrato come nel corso degli ultimi dodici mesi si sia modificato l’atteggiamento nei confronti degli investimenti in economia reale:

“Il 2020 ha mostrato anche segnali interessanti su come cambiano i driver d’investimento. Il 22% del campione intende investire su attività che abbiano un impatto positivo sull’ambiente e la società mettendo il rendimento in secondo piano. In questo contesto il ruolo della consulenza, nonché quello di intermediari e strumenti innovativi, sono cruciali per tradurre in decisioni di investimento sostenibili e coerenti gli orientamenti degli investitori affluent e high net worth. Si rende necessaria una riflessione per favorire l’emergere e il consolidarsi di canali che offrano al risparmio privato strumenti adeguati e innovativi, aiutando le imprese a fare un salto culturale verso fonti di finanziamento alternative a quelli tradizionali e, nello stesso tempo, aprire un’importante finestra di opportunità a tutti gli operatori specializzati e intermediari che si affacciano sul mercato.”

I processi di revisione regolamentare in atto, quali ad esempio MIFID, il Regolamento ELTIF e la Direttiva AIFMD, a cui va aggiunta la stesura in atto delle norme tecniche da parte dell’ESMA in relazione al Regolamento UE dei fornitori europei di servizi di crowdfunding per le imprese, offrono l’opportunità al Regolatore Europeo di rafforzare il ruolo ricoperto dagli investimenti finanziari dei privati a sostegno della crescita economica.

“Perché questo possa accadere, è necessario che venga riconosciuta la peculiarità di una classe aggiuntiva di investitori, la classe “semi-professionale” che si affianchi a quella del cliente professionale su richiesta, che se ne distingua sotto il profilo oggettivo e di funzionamento e favorisca gli investimenti in questa nuova emergente asset class” ha concluso Antonella Massari.

Crowdinvesting in Italia

Secondo l’Osservatorio del Politecnico, il mercato in Italia degli investimenti transitati su piattaforme di crowdfunding (lending e equity) è passato da 8 milioni del 2015 agli oltre 520 milioni nel 2020, posizionandosi a livelli quasi paragonabili a Francia e Germania.

Specificamente sull’equity crowdfunding, oggi sono 47 le piattaforme autorizzate che a partire dal 2013 hanno pubblicato 719 offerte promosse in maggioranza da start up innovative. Di queste offerte, oltre il 74% ha chiuso con successo superando il target mediamente del 235,7% e coinvolgendo in media 95 finanziatori per campagna.

I dati dell’osservatorio evidenziano l’emergere di una fascia intermedia di investimento costituita dalle offerte di equity crowdfunding con target compreso di solito tra i 2 e gli 8 milioni di euro, sicuramente più interessante per il segmento private.

Quotazione in borsa delle imprese, via crowdfunding

Il crowdfunding propone quindi al mercato una nuova asset class destinata agli investitori HNWI al cui sviluppo il Private Banking può giocare un ruolo essenziale, creando nuovi modelli d’investimento, aggregando investitori, con l’effetto di accelerare il processo di crescita delle imprese e costituendo un passaggio intermedio prima dell’approdo sull’AIM.

“Il mondo del Private Banking sta evidenziando uno spiccato interesse per l’economia reale ben rappresentata dalle aziende quotate sul mercato AIM, passate da 77 nel 2016 a 138 nel 2021 (+79%) – ha spiegato Anna Lambiase, CEO e Fondatore di IR Top Consulting. “AIM Italia si conferma uno strumento finanziario dalle grandi potenzialità come dimostrato sia dal numero di investitori qualificati che è raddoppiato negli ultimi 5 anni con un investimento medio di circa 200 mila euro, sia dall’ammontare di raccolta complessiva in IPO delle aziende che ha superato i 3,9 miliardi di euro”.

Crowdinvesting, come è cambiato il quadro normativo

Il quadro normativo in evoluzione evidenzia ulteriori elementi di innovazione per il crowdinvesting. “Il Regolamento sul crowdfunding, adottato dalla Consob a giugno 2013 e successivamente modificato, ha ampliato la platea dei potenziali sottoscrittori di offerte di capitali on-line con l’obiettivo di accrescere il ruolo ricoperto dagli investimenti finanziari dei privati a sostegno dell’economia reale.

“La disciplina recentemente introdotta a livello europeo con il nuovo Regolamento sui fornitori di servizi di crowdfunding per le imprese si inserisce in un solco normativo già tracciato in Italia e pare destinata a mutare gli scenari competitivi in questo ambito. Sarà quindi interessante osservare nel tempo come questa nuova forma di intermediazione verrà interpretata dagli operatori e se l’opportunità offerta di identificare una categoria di “investitori sofisticati” alimenterà la crescita del mercato del crowdfunding” – ha spiegato Emma Rita Iannaccone, Funzionario Consob – Divisione Intermediari.