Crollo petrolio: banche Usa hanno un problema da $26 miliardi

10 Aprile 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Se da un lato il valore dei contratti di assicurazione che il settore bancario Usa ha venduto ai gruppi trivellatori di gas di scisto in difficoltà non è abbastanza grande da rappresentare un rischio sistemico, come scrive anche Bloomberg “26 miliardi di dollari sono sempre 26 miliardi”.

Le aziende Usa che estraggono gas da argille avevano acquistato tramite i contratti di assicurazione una rete di sicurezza da $26 miliardi contro il crollo dei prezzi di petrolio

Almeno finché i prezzi rimarranno bassi, tanto i gruppi di trivellazione verranno pagati dai contratti di assicurazione che hanno comprato per proteggersi contro un mercato ribassista.

Il fair value dei contratti comprati da 57 società Usa del settore è salito a 26 miliardi il 31 dicembre dell’anno scorso. La somma è aumentata di cinque volte dalla fine di settembre.

Tra le banche coinvolte ci sono i big del settore finanziario, a dimostrazione di come il fenomeno potrebbe minacciare la stabilità del sistema: JP Morgan, Wells Fargo, Citigroup e Bank of America sono alcuni degli istituti che rischiano di dover sborsare cifre salate alle aziende energetiche.

Alla fine del 2014, per esempio, JP Morgan aveva una esposizione ai derivati per $671,5 milioni nei confronti di cinque società tra cui Pioneer Natural Resources, Concho Resources, PDC Energy e Antero Resources. È la cifra che la banca doveva se i contratti fossero stati terminati il 31 dicembre dell’anno scorso.

Un discorso analogo può essere fatto per Wells Fargo, che avrebbe dovuto versare $460,9 milioni di derivati nel gas naturale e nel petrolio per società come Carrizo Oil & Gas, Pioneer, Antero, Concho e PDC.

Fonte: Bloomberg

(DaC)