CROLLA ANCHE TOKIO, NIKKEI PERDE 1.793 PUNTI (-9%)

17 Aprile 2000, di Redazione Wall Street Italia

L’effetto domino imperversa sulle borse asiatiche, e dopo il crash di Wall Street venerdi’, oggi – in apertura di settimana – crollano anche tutti gli altri mercati.

L’indice Nikkei 225 della borsa di Tokio ha perso nella prima parte della mattinata 1,793,62 punti, cioe’ l’8,8%, a quota 18.641,06, il minimo assoluto dallo scorso gennaio. Particolarmente tartassati dagli ordini di vendita i titoli del settore tecnologico.

Il Giappone e’ la seconda economia del mondo dopo quella americana. Il pesante crollo della borsa di Tokio ha stupito i trader locali soprattutto per la rapidita’ con cui si e’ verificato.

Ma alla fine della mattinata, prima della ripresa pomeridiana, e’ risultato chiaro un particolare: per il Nikkei 225 si tratta del peggior calo in punti degli ultimi dieci anni.

Anche gli altri mercati asiatici hanno iniziato il lunedi’ all’insegna dell’Orso.

L’indice Kospi della borsa in Corea del Sud e’ crollato nei primi dieci minuti dell’11,16%, cioe’ 89,35 punti, a quota 711,54, ma nella seconda parte della seduta ha ridotto il ribasso a -8,46%, con un calo di 67,75 a quota 733.14.

Altrove nella regione del Pacifico, dove i mercati azionari sono i primi ad aprire per motivi di fuso, lo scrollone subito da Wall Street continua a provocare terremoti.

In Nuova Zelanda l’indice NZ Top 40 e’ in calo a meta’ mattina del 4,87%. In Australia il classico All Ordinaries Index e’ giu’ del 6,23%, a quota 2.903.

A Singapore l’indice di borsa Straits Times Index e’ sceso di 178,90 punti, ciore’ l’8,2%, a
quota 2,010.86.

(ARTICOLO IN AGGIORNAMENTO)