Cresce la ricchezza delle famiglie che si affidano al private banking

21 Giugno 2021, di Alessandra Caparello

La quota di ricchezza delle famiglie benestanti, intese come le famiglie italiane con ricchezza finanziaria investibile superiore a 500mila euro, servita dal private banking è cresciuta costantemente arrivando nel 2020 al 63% (si attestava intorno al 60% tra il 2016 e il 2018).
Così emerge dall’ultimo report di AIPB, Associazione Italiana Private Banking, sui dati relativi ai flussi di ricchezza finanziaria investita delle famiglie private e le prospettive per fine 2021.

Private banking: lievita il portafoglio dei clienti

Negli ultimi 5 anni, il valore della ricchezza finanziaria affidata dalle famiglie benestanti al Private Banking ha mostrato un tasso di crescita medio annuo del 4,4%, pari al doppio del tasso di crescita delle famiglie che non si sono rivolte agli operatori Private per la gestione dei propri investimenti (2%).

Andando nel dettaglio, il Private Banking ha favorito l’allocazione del risparmio in investimenti finanziari diversi dai depositi per 28 miliardi (il 77,7% del totale della nuova raccolta), mentre il risparmio delle altre famiglie è affluito soprattutto in liquidità, solo 1 miliardo (l’1,5%) è stato trasformato in investimenti dagli operatori non Private (Banche e Reti non private, Poste e Agenti). I nuovi flussi delle famiglie servite dal Private Banking sono stati velocemente indirizzati su tutti i vari comparti d’investimento.

Sul fronte dei prodotti di risparmio gestito gli operatori del PB si sono dimostrati efficaci nell’adeguare le proposte di investimento al mutare delle condizioni dei mercati, chiudendo l’anno con volumi di raccolta netta positivi a differenza degli altri operatori (+7 mld vs -3 mld).

Anche sulla raccolta amministrata il PB presenta volumi positivi di raccolta netta (+8 mld), in particolare in strumenti azionari, ma anche in titoli di Stato. Gli altri canali, invece, hanno registrato una raccolta netta degli strumenti amministrati ampiamente negativa (-14 mld).

Analizzando la parte della ricchezza finanziaria delle famiglie investita (in titoli, fondi, gestito e assicurativo; esclusa quindi la liquidità) dal report di AIPB emerge come il 2020 abbia rappresentato un anno di svolta per il Private Banking. Su questa parte di ricchezza, che ammonta a 1.880 mld, difatti per la prima volta il canale Private risulta leader tra gli altri distributori superando Banche e Reti non private (il PB gestisce il 42% degli asset; 41% Banche e Reti non Private; 17% Poste e agenti). Ciò significa che grazie alla rapida trasformazione della nuova raccolta in investimenti oggi il Private Banking gestisce il pool più rilevante di ricchezza investita (790 vs 781 mld di euro).