Credito cooperativo: stress test “fatto in casa”

25 Ottobre 2017, di Giovanni Falcone

Credito cooperativo: stress test “fatto in casa”!

 

La Vigilanza della Banca d’Italia, contrariamente alle chiacchiere e alle malelingue di questo periodo è sempre in allerta ed ha sollecitato le tre Holding del credito cooperativo ad una verifica della “solidità patrimoniale”.

E’ una bella notizia anzi che dico, una novità assoluta: l’avessero fatto solo qualche anno addietro molte banche sarebbero ancora in vita, senza ricorrere alla bombola di ossigeno messa a disposizione da “pantalone”.

Quando si dice l’esperienza insegna, è proprio una grande verità!

In vista degli stress test della Banca Centrale Europea programmati per l’autunno del prossimo anno, i tre gruppi del credito cooperativo come Iccrea, Cassa centrale Banca e Raiffsen sono stati sollecitati ad aggiornare le perizie sulle garanzie fornite sui crediti concessi cercando di rendere presentabili e soprattutto credibili i bilanci dell’esercizio in corso.

Insomma, fare una verifica dello stato patrimoniale e quindi della poste attive di bilancio significherà ahimè, come sempre accade, una riallocazione del capitale soprattutto in termini di “accantonamenti & svalutazioni” da intendersi alla fine della giostra, come sacrifici destinati a ridurre i “dividendi” e gli stessi compensi per gli amministratori.

La “Revisione della qualità degli attivi” (Asset Quality Review – AQR), inteso come l’equivalente degli “stress test” della Bce, rappresenta il minimo sindacale per rimanere a galla sul mercato.

In pratica le banche di mezza Europa, hanno cominciato da tempo a ripulire i bilanci e rafforzare il proprio stato patrimoniale in vista di questo esame che punta a restituire la fiducia degli investitori internazionali nella solidità del sistema finanziario dell’Unione.

In prospettiva, ogni capogruppo, al fine di fornire in tempo reale alla Bce dati e notizie sullo stato di salute delle banche aderenti, dovrà effettuare questa verifica AQR in modo costante e ripetuto, anche per evitare sorprese estremamente negative e fallimentari che stiamo imparando a conoscere da un po’ di tempo.

Intanto, idealmente possiamo immaginare una informazione di massima di questo tipo: “Lavori in corso”, Cari risparmiatori, stiamo lavorando per voi, non ci disturbate!>>