Credito cooperativo: board condiviso con la Holding

27 Settembre 2017, di Giovanni Falcone

Credito cooperativo: board condiviso con la Holding!

 

Dopo quanto abbiamo visto nel mondo delle banche, peraltro accentuatasi anche in concomitanza  alla crisi finanziaria su base planetaria, dall’esercizio del credito allegro – senza garanzie – controlli inesistenti o superficiali, compensi lunari agli amministratori e dividendi gonfiati ai soci ed azionisti, oggi si corre ai ripari.

Non è mai troppo tardi per fare una cosa buona, diciamo di buon senso in grado di restituire dignità ma soprattutto credibilità ad un settore fondamentale per la nostra economia: il mondo delle banche.

Nelle more di conoscere qualche dettaglio non da poco – a cominciare dall’elenco dei creditori “insolventi” – per tutte le banche fallite nel recente periodo, per i programmati lavori di spettanza della Commissione Parlamentare d’inchiesta di fresca nomina, il mondo del credito cooperativo si sta muovendo e questa è una bella notizia, a prescindere!

Programma a breve

La Banca d’Italia, anche con il contributo della BCE destinataria della “vigilanza & controllo” dal 2018,  ha fissato la fine del mese di dicembre prossimo, come termine ultimo per la presentazione dell’istanza di adesione al gruppo bancario di credito cooperativo: Iccrea o Cassa centrale banca.

Il programmato “patto di coesione” prevede una vera rivoluzione nella storia del credito cooperativo, prevedendo poteri molto ampi in capo alla capogruppo sui “board” delle banche aderenti con lo scopo ultimo di garantire la migliore efficienza e governance nella gestione.

Questo patto di coesione prevede una sinergia fra centro e periferia per migliorare le garanzie di sistema, l’esercizio del credito, le nomine della governance e il rispetto delle procedure interne.

Al controllo del board deputate alla gestione delle singole banche aderenti, la Capogruppo, in presenza di situazioni di crisi, può addirittura fornire un sostegno economico sulla base di un progetto industriale condiviso, fino ad esplorare possibili “aggregazioni” in grado di meglio affrontare superare problematiche contingenti di particolare difficoltà.

I contenuti del “patto di coesione”, anche in termini di early warning, saranno comuni e molto simili fra i due grandi Gruppi.

Conclusioni

A leggere queste prima anticipazioni sembra leggere una sorta di “declinazione di responsabilità” da parte della Banca d’Italia verso questi nuovi Gruppi imprenditoriali del credito che, per come ho appena sintetizzato, avranno notevoli margini di intervento per la gestione delle crisi.

In pratica, la Banca d’Italia, visti i risultati non certo lusinghieri della propria “vigilanza” degli ultimi decenni ha detto: queste sono le regole – Testo Unico Bancario, Testo Unico della Finanza, Normativa antiriciclaggio – adesso “controllatevi in loco”, forse riuscirete a fare meglio di me.

Nelle more di conoscere la prossima puntata, Questo lo speriamo tutti!