Covid: i numeri del “caso Italia”, prima in Europa per decessi

17 Dicembre 2020, di Alberto Battaglia

Nel corso della prima ondata di coronavirus l’Italia ha dovuto sperimentare le prime misure anti-contagio nel mondo occidentale. Anche se numerosi provvedimenti in seguito sono stati imitati da altri Paesi, i numeri sulla letalità del virus in Italia continuano a sollevare interrogativi su quali siano le cause che avrebbero provocato un bilancio da oltre 65mila decessi per Covid. Per numero di morti è quarta nel mondo e prima in Europa, seconda solo al Belgio nel rapporto fra decessi e popolazione: l’Italia è, per qualche ragione, molto più vulnerabile rispetto alla media degli altri Paesi. Il numero di contagi registrati in Italia, infatti, non è nemmeno fra i 35 più elevati al mondo.

Un approfondimento dell’agenzia Reuters ha messo in fila alcuni elementi che possono aiutare a comprendere le debolezze dell’Italia di fronte alla pandemia.

Nel dettaglio l’Italia ha registrato 1.076 morti ogni milione di persone, contro i 943 del Regno Unito, gli 886 della Francia e i 924 degli Stati Uniti. Il Belgio, il Paese con il peggior rapporto al mondo, ha avuto finora 1.546 morti per milione di abitanti. Si tratta di dati che sono solo parzialmente comparabili, dal momento che i criteri per definire una morte “da Covid” possono cambiare da Paese a Paese.

“Tra le spiegazioni spesso avanzate vi sono la popolazione anziana; una struttura sociale in cui i giovani spesso convivono con gli anziani, esponendoli al virus; un sistema sanitario sottofinanziato; e una mancanza di preparazione e organizzazione”, ricorda Reuters.

Covid, una popolazione anziana e spesso già malata

Un elemento da approfondire riguarda l’anzianità della popolazione, unita al suo livello di salute. Sotto il primo aspetto, il 22,8% della popolazione italiana è composta over 65, secondo Eurostat, mentre l’aspettativa di vita raggiunge gli 83 anni. Anche se in Italia si vive a lungo, gli anziani convivono molto spesso con problemi di salute che li esporrebbero alle conseguenze più gravi del coronavirus.
Secondo l’associazione Osservatorio Nazionale il 71% degli over 65 ha almeno due problematiche di salute sottostanti e quasi la metà degli individui in questa fascia d’età prende almeno cinque medicine al giorno.

Secondo il ministro della Salute, Roberto Speranza, la problematica emersa dal sistema sanitario riguarderebbe soprattutto l’unico elemento che nessun governo potrebbe acquistare: il personale sanitario qualificato:

“Il problema più grande è la mancanza di medici”, ha detto Speranza, “puoi acquistare maschere, respiratori e indumenti protettivi sul mercato internazionale, ma non puoi comprare medici, non puoi comprare infermiere, non puoi comprare personale”.