Covid aumenta stress manager, impreparati nella gestione dei collaboratori

23 Giugno 2020, di Mariangela Tessa

La maggior parte dei manager italiani, oltre 8 su 10, giudica le proprie capacità di leadership e manageriali non all’altezza nella gestione e motivazione dei collaboratori, e si dice convinto convinto che dovrà sviluppare competenze per gestire complessità e variabilità nella fase dell’emergenza COVID-19.

Sono alcune delle principali evidenze dell’indagine “Covid-19 Business Check Up”, realizzata attraverso un questionario online di 80 domande al quale hanno risposto 500 manager rappresentanti aziende di ogni dimensione, da Lenovys, società di consulenza strategica che il Financial Times ha inserito nello special ranking “FT 1000” riguardante le 1000 aziende europee indipendenti con il maggior tasso di innovatività e crescita organica.

L’indagine offre un quadro delle principali sfide alle quali i manager intendono rivolgere la propria attenzione per superare l’emergenza COVID-19, sugli aspetti personali che ritengono di dover migliorare e sulle decisioni che intendono assumere per aumentare le performance della propria azienda in questo momento.

“Uno degli aspetti più significativi dell’indagine svolta si riferisce al fatto che i manager italiani ritengono le capacità sociali e relazionali prioritarie per raggiungere l’eccellenza rispetto a quelle più tecniche. Infatti se osserviamo i problemi che i manager soffrono di più, il primo posto spetta proprio a quelli connessi agli sprechi legati alle persone e ai processi “sociali” all’interno dell’azienda. – ha affermato Luciano Attolico, fondatore di Lenovys – Sempre di più manager e leader delle aziende dovranno essere capaci di costruire una formazione continua approfondendo e aggiornando costantemente le proprie competenze in un contesto complesso ed in rapidissima evoluzione, anche dal punto di sociale, come quello attuale”.

La gestione dei collaboratori rimane cruciale

Tra i problemi che i manager soffrono di più, il primo posto spetta a quelli connessi agli sprechi legati alle persone e ai processi “sociali” all’interno dell’azienda. Mail, riunioni, discussioni inutili o improduttive e il poco tempo per il pensiero strategico sono state indicate da oltre il 40% dei rispondenti tra le prime 5 più rilevanti.

Comunicare efficacemente (60%) e capacità di focalizzarsi sul valore e sulle poche cose che fanno la differenza (58%) sono le prime due competenze che i manager ritengono di dover sviluppare in questo momento.

Tra le principali sfide è emersa la necessità di ottimizzare i processi operativi, produttivi e non. Quasi metà del campione si ritiene fortemente impreparato ad affrontare questo tema e il 37% lo ritiene un aspetto che potrebbe diventare critico. In merito alla digitalizzazione, il 41% dei manager la ritiene una sfida prioritaria in quanto molto rilevante per il business e alla quale associa un livello di preparazione aziendale basso.

La crisi ha anche messo in discussione l’equilibrio complessivo tra vita privata e vita professionale dei manager italiani: il 59% del campione ritiene di dover dedicare più tempo alla vita privata.

Meno fatturato, ma investimenti non saranno tagliati

Più del 60% del campione dichiara di aspettarsi una riduzione del fatturato superiore al 10% nel 2020. Tale dato sale al 74% concentrando l’analisi sul primo semestre del 2020. Risulta invece un quadro più ottimistico per il 2021, dove il 75% dei rispondenti prevede infatti un ritorno ad una situazione paragonabile a quella antecedente il COVID-19.

In merito ai futuri investimenti, 9 manager su 10 hanno dichiarato che non taglieranno gli investimenti ed in particolare circa il 70% li aumenterà sulle politiche di sviluppo, lancio nuovi prodotti e servizi, miglioramento di processi, introduzione di soluzioni IT, ricerca di nuovi canali di vendita.

La ricerca

Il cuore dell’analisi svolta attraverso la ricerca è basato sul “Business Excellence Model” sviluppato da Lenovys, e che ha permesso di analizzare il livello dell’efficacia, dell’efficienza e della sostenibilità di aziende e persone.

Per ciascun livello sono state identificate le sfide principali che le aziende potrebbe affrontare nei prossimi mesi per resistere alla crisi causata dal COVID-19 ma soprattutto per gestire al meglio la ripresa. Per ciascuna sfida è stato chiesto di valutarne la rilevanza, ovvero quanto la si ritiene critica per il successo dell’azienda, e il livello di preparazione, ovvero quanto si ritiene che l’azienda sia preparata ad affrontarla.

L’analisi ha riguardato aziende di ogni dimensione di fatturato (< 1 milioni: 25%; 1-5 milioni: 15%; 5-20 milioni: 19%; 20-100: 19%: oltre 100 milioni: 22), con una prevalenza nel settore manifatturiero (59%) rispetto ai servizi (41%).