COVID 19: la variante Delta fa paura, contagi in aumento in Europa

7 Luglio 2021, di Mariangela Tessa

Torna a far paura il quadro epidemiologico dell’Europa, che nell’ultima settimana ha registrato una crescita dei nuovi casi di Covid-19 maggiore probabilmente per la circolazione della variante Delta.

La conferma arriva dalle ultime tabelle previsionali del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), che tra il 26 giugno e il 3 luglio in Spagna avrebbero dovuto esserci 21.743 casi, invece ce ne sono stati oltre il doppio, 51.405. In Belgio, le previsioni dell’Ecdc davano per la stessa settimana 1.960 nuovi casi, ce ne sono stati oltre 4mila.

Nel Regno Unito, dove i contagi hanno ripreso a crescere dall’ultima settimana di maggio i casi confermati sono andati aumentando da circa 2mila al giorno all’inizio di quest’anno a 25mila nell’ultima settimana, fino al nuovo picco di oltre 28.700 contagi del 6 luglio, come non accadeva dalla seconda metà di gennaio, su quasi 1,2 milioni di tamponi.

Variante Delta: paura anche in Italia, contagi in ripresa

Anche in Italia, la ripresa dei contagi nelle Regioni, probabilmente dovuto alla circolazione della variante Delta, sebbene ancora a ritmo lento, è un fatto: il Veneto riporta un +12,2% settimanale, la Liguria un +12,9, le Marche, con i focolai di variante Delta, addirittura un +130%. Un campanello d’allarme, insomma, proprio con la variante ex indiana che, come previsto, si avvia a diventare dominante tra le infezioni da Sars-Cov-2 anche nel nostro Paese.

In Italia il sorpasso potrebbe avvenire e metà luglio, secondo le stime del matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo “Mauro Picone” del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac). Sorvegliate speciali sono cinque province che negli ultimi giorni “mostrano un trend di crescita lineare dell’incidenza, con consistenti valori medi del tasso di aumento settimanale”, ha spiegato il matematico riferendosi alle province di Napoli, Lodi, Verona, Caltanissetta e Ascoli Piceno.

Intanto da Israele dati diffusi dal ministero della Sanità israeliana in un’analisi dell’infezione mostrano che il vaccino anti-Covid realizzato da Pfizer-BioNTech è “in maniera significativa” meno efficace nel prevenire la diffusione della variante Delta del coronavirus Sars-CoV-2. I dati, pur confermando che il vaccino protegge dai casi seri e dall’ospedalizzazione, indicano che l’efficacia nel prevenire casi sintomatici è scesa di circa il 30% passando dal 94,3% nel maggio scorso al 64% di giugno.