Coronavirus: un gruppo di ricerca in Senegal lavora a test rapido da $ 1

18 Marzo 2020, di Mariangela Tessa

Nella corsa per mettere a punto un test veloce per diagnosticare il coronavirus, una spinta decisiva potrebbe arrivare dal Senegal. Qui i ricercatori del Pasteur Institute e società di diagnostica inglese Mologics stanno lavorando per mettere a punto di un kit diagnostico da $ 1 (ovvero al costo di produzione) in grado di rilevare il contagio in soli 10 minuti. L’unico problema è che bisognerà ancora tre mesi.

“Le persone saranno in grado di farlo da sole”, ha dichiarato Amadou Sall, direttore dell’istituto di ricerca. Una volta messo a punto, Mologic e l’Institut Pasteur, che stimano una produzione di 8 milioni di test all’anno.

Più di 200 aziende stanno lavorando allo sviluppo di test altrettanto rapidi, secondo la Foundation for Innovative New Diagnostics di Ginevra, che sta monitorando i progressi. Ad oggi, tuttavia, nessuno ha ancora soddisfatto gli standard accuratezza/tempi rapidi.

“Per ogni Paese è di vitale importanza avere un kit di diagnosi rapido che possa individuare in breve tempo il virus e possa essere utilizzato da chiunque senza dover impegnare nella diagnosi il personale medico già oberato nella cura delle forme più gravi del COVID-19. Questo permetterà di individuare le persone contagiate diminuendo al massimo il rischio di falsi negativi e contribuendo alla guerra per fermare l’epidemia”, ha dichiarato Joe Fichett, Direttore Medico della Molocig Ltd.

Il team senegalese, che ha già aiutato l’OMS a superare l’epidemia di Ebola della regione dal 2014 al 2016, è stato uno dei primi due laboratori del continente in grado di identificare il coronavirus, mettendo in campo campioni provenienti da altri paesi.

Dalle prime indicazioni, il test ricalcherà i kit utilizzati per diagnosticare la gravidanza: i pazienti rilasciano sangue o saliva sui dispositivi e attendono la comparsa di una linea in grassetto. Sebbene la diffusione del virus sia stata relativamente lenta in Africa, il numero di pazienti è salito la scorsa settimana in Egitto, Senegal e Sudafrica, portando il numero totale a quasi 200 in più di 20 paesi.