Coronavirus: per Oms “molto improbabile che sia nato in laboratorio”

9 Febbraio 2021, di Alberto Battaglia

A circa un anno dall’esplosione del Covid-19 gli esperti continuano a ritenere che l’origine più probabile del nuovo coronavirus sia stata animale. Quale specie abbia trasmesso all’uomo la malattia, tuttavia, è ancora un mistero, ha affermato l’Organizzazione mondiale della sanità.

Coronavirus, come è nato

“Tutti i dati che abbiamo raccolto sin qui ci portano a concludere che l’origine del coronavirus è animale”, ha dichiarato il capo della missione dell’Oms a Wuhan, Peter Ben Embarek, “il lavoro sul campo su quello che è successo all’inizio della pandemia di coronavirus non ha stravolto le convinzioni che avevamo prima di cominciare”.
Il team dell’Oms lo ha detto chiaro: la possibilità che il virus sia fuoriuscito da un laboratorio “è estremamente improbabile”.

“Il possibile percorso da qualsiasi specie animale originaria fino al mercato di Huanan”, il luogo nel quale si suppone sia avvenuto il contatto con l’animale infetto, “avrebbe potuto prendere un percorso molto lungo e complicato che potrebbe aver coinvolto anche movimenti attraverso i confini”, ha detto Embarek durante una conferenza stampa.

Per il momento “pipistelli e pangolini sono i più probabili candidati alla trasmissione, ma i campioni di coronavirus trovati in quelle specie non sono identici al Sars-Covid 2″, ha fatto sapere il professor Lian Wannian, capo della delegazione degli esperti cinesi che ha affiancato la missione dell’Oms, che è arrivato ora a conclusione. Ancora oggi, dunque, non è stata rinvenuta la prova definitiva all’origine della trasmissione del virus all’uomo.

Contagio dai cibi surgelati

“L’ipotesi che il Covid attraverso il commercio di prodotti surgelati è possibile ma molto lavoro deve essere ancora fatto in questo ambito”, ha chiarito Embarek, “sappiamo che il virus può sopravvivere nei cibi surgelati, ma non sappiamo ancora se da questi si può trasmettere all’uomo. Su questo servono più ricerche”.

Le tempistiche sull’inizio della pandemia

“Non ci sono tracce sostanziali della diffusione del coronavirus in Cina prima della fine del 2019. E non ci sono prove che circolasse a Wuhan prima del dicembre del 2019”, ha detto il professor Lian Wannian ridimensionando così alcuni sospetti che erano stati sollevati nei mesi scorsi.