Coronavirus: governo studia modello coreano per tracciare contagiati

23 Marzo 2020, di Alessandra Caparello

Monitorare i contagi da Covid-19 con un’app tracciando i contatti delle persone positive al coronavirus è l’idea a cui starebbe pensando il governo italiano per far fronte alla pandemia.

Un’idea che trova ispirazione dal modello Corea dove è stato applicato e dove ha dato risultati eccellenti per contenere i contagi nel paese che all’inizio del contagio figurava dietro alla Cina.

Lo ha confermato il ministro delle Autonomie Francesco Boccia, dopo che Walter Ricciardi dell’Organizzazione mondiale della sanità, aveva spiegato che “individuando precocemente tutti i contagiati e i loro contatti, potremmo garantire a quelli che non hanno problemi di circolare liberamente”. Sull’AdnKronos Enrico Bucci, professore di Biologia presso la Temple University di Philadelphia, spiega come sono due le peculiarità del modello coreano: la protezione e il monitoraggio continuo dei sanitari da una parte e l’attivazione precoce di “un protocollo di tracciamento, test e isolamento delle persone venute in contatto con soggetti infetti, basato su uso di tecnologie digitali, un numero estensivo di tamponi e la collaborazione della popolazione che si è sottoposta a screening volontario, una volta che ciascuno apprendeva di essere stato in possibile contatto con un soggetto infetto grazie alle App che segnalavano i luoghi frequentati nei giorni precedenti dai soggetti trovati infetti.

Seguendo in toto la strategia della Corea del Sud, cioè usando anche strumenti invasivi della privacy personale, si riesce a tracciare per tempo i focolai epidemici; sempre che, naturalmente, nella zona campionata ci si trovi nella fase iniziale di un’epidemia (quando cioè si possa appunto parlare di focolai epidemici e non di epidemia diffusa)”.

 Ad un’app ad hoc stanno già lavorando Luca Foresti, fisico e amministratore delegato della rete di poliambulatori specialistici Centro medico Santagostino, Giuseppe Vaciago, avvocato ed esperto di protezione dei dati sensibili, e le società tecnologiche Jakala, Bending Spoons e Geouniq.