Coronavirus, da Fmi aiuti per 50 miliardi di dollari

5 Marzo 2020, di Alberto Battaglia

Le due istituzioni finanziarie internazionali più importanti al mondo sono scese in campo per sostenere le economie alle prese con l’emergenza coronavirus.
Il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale hanno annunciato congiuntamente una dotazione di aiuti finanziari per 62 miliardi di dollari complessivi, che potranno essere immediatamente richiesti dagli Stati – nella maggioranza dei casi il prestito prevede la corresponsione di interessi.

Nel dettaglio, il Fmi ha messo a disposizione, anche per gli stati che non avevano già aperto un programma di aiuti, 10 miliardi dollari, per i Paesi a basso reddito e altri 40 miliardi di dollari per tutti gli altri. La Banca Mondiale ha annunciato una dotazione di 12 miliardi complessivi, 6 dei quali provengono dalla Banca internazionale per lo sviluppo e dall’Associazione per lo sviluppo – e che dunque andranno a garantire “una protezione speciale per i Paesi poveri”.

Il Fmi si aspetta, ma non pone vincoli in tal senso, che i percettori dei fondi speciali indirizzino tali risorse verso il potenziamento dei sistemi sanitari e per piani di stimolo fiscale (spesa pubblica) mirati.

 

“Crisi globale richiede risposta globale”

“Quello che stiamo facendo in questo momento è passare in rassegna, paese per paese, le esigenze finanziarie e impegnandoci per assicurare che questi stati siano a conoscenza delle risorse del Fmi e del fatto che possiamo immediatamente rispondere”, ha detto la direttrice del Fmi, Kristalina Georgieva in un’intervista a Cnbc, “siamo in una fase iniziale di coinvolgimento, ma posso assicurarvi che agiremo molto rapidamente man mano che arriveranno le richieste”.

Il direttore della Banca Mondiale, David Malpass, ha sottolineato la necessità di finanziamenti a breve termine durante la crisi “E’ importante che lo stimolo fiscale e monetario non sposti le risorse dal capitale circolante”.

“Sappiamo che la malattia si sta diffondendo velocemente, con oltre un terzo dei nostri membri colpiti direttamente”, ha detto Georgieva in una dichiarazione ufficiale, “questa non è più una crisi regionale, ma un problema globale che richiede una risposta globale”.

Le decisioni del Fmi e della Banca Mondiale seguono alcune misure di politica monetaria adottate dalla Banca centrale australiana, dalla Federal Reserve e dalla Banca centrale del Canada che nei giorni scorsi hanno deciso di tagliare i tassi di interesse proprio per fare fronte all’emergenza coronavirus.