Coronavirus: app o celle telefoniche per tracciare spostamenti degli italiani

20 Marzo 2020, di Alessandra Caparello

L’emergenza coronavirus pare non placarsi nel nostro paese e nonostante i divieti di spostamenti se non per reali necessità, sono ancora molti gli italiani che continuano ad affollare parchi e vie cittadine. Per questo l’idea del Governo è di tracciarne gli spostamente con un’app sull’esempio della Corea del Sud che, dopo essere stato per alcuni giorni il Paese con più casi positivi dopo la Cina, è rapidamente scesa nella classifica. Oltre all’app l’idea è anche di seguire i cittadini che non rispettano i divieti ad uscire di casa, utilizzando le cellule telefoniche.

L’assessore per la Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione della Lombardia, Fabrizio Sala, ha spiegato che dai dati cellulari risulta ancora un numero eccessivo di spostamenti in regione, invitando nuovamente la popolazione a rimanere il più possibile a casa.
Un’idea fatta sua dal governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana, il quale sottolinea che non si tratta di un Grande Fratello pubblico.

Si notano solo i grandi flussi, non c’è nessuna individuazione e nessuna volontà di controllo: Vogliamo solo capire quanto si muovano i cellulari sul territorio”.

Cautela però è espressa dalle autorità visto che i problemi di privacy sono in prima linea. Il garante Antonello Soro ha affermato:

Finora ho letto numerosi generici riferimenti all’esperienza coreana e, più timidamente, cinese. Bisognerebbe conoscere proposte più definite.
Mi limito a osservare che quelle esperienze sono maturate in ordinamenti con scarsa attenzione, sebbene in grado diverso, per le libertà individuali. E in ogni caso mi sfugge l’utilità di una sorveglianza generalizzata alla quale non dovesse conseguire sia una gestione efficiente e trasparente di una mole così estesa di dati, sia un conseguente test diagnostico altrettanto generalizzato e sincronizzato”.