Contribuenti ‘strangolati’ dal fisco raccontano le loro storie

27 Giugno 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Sono storie di contribuenti italiani che dicono di sentirsi “strangolati” dalle manovre del governo, soprattutto alla luce della recessione economica che si è fatta sentire a partire dalla fine del 2011. E’ una relazione complessa quella degli italiani e le tasse, a volte drammatica, che ha finito per attirare l’attenzione dei media stranieri.

“È senza fine dice un contribuente , ogni giorno la corda si stringe sempre più. Non c’è altro da tirare fuori”, dice un contribuente in un servizio video dell’agenzia francese AFP.

“Devo venire a pagare pagare 1.300 euro”… continua un altro. “Io invece sono un piccolo imprenditore, ma chi guadagna 1.300 o 1.500 euro al mese, come la paga questa?”. “Il governo vuole recuperare risorse troppo in fretta”, critica ancora un altro.

Il commentatore del servizio dell’agenzia di stampa ricorda che, dopo la nomina alla presidenza del consiglio, Mario Monti ha fatto dell’evasione fiscale il suo cavallo di battaglia visto che la frode raggiunge ogni anno una cifra da vertigine: circa 120 miliardi di euro.

Una questione di mentalita’, certo, ricordano i cugini d’oltralpe, che sottolineano comunque come l’imposizione fiscale in Italia, specialmente quella sul reddito, sia una delle piu’ alte d’Europa mentre con la crisi economica europea in atto sempre più italiani faticano a pagare le tasse.

Tagliani, imprenditore di una societa’ di monitor video, e’ venuto in uno degli uffici di Equitalia a Roma per pagare 5 mila euro in contributi di previdenza sociale. L’ironia, dice il businessman, e’ che lo stato e’ uno dei suoi clienti e che gli deve ancora circa 20 mila euro al momento.

“Da un altro lato, ci sono i personaggi famosi come Valentino Rossi (il campione di motociclismo) che possono permettersi di dire: okay, pago adesso, se mi fai, per esempio, un 30% di sconto”.

E’ quel senso di ingiustizia diffuso contro il privilegio di pochi, in un paese che e’ entrato in recessione alla fine dell’anno scorso. Oltre a imporre l’IMU, Monti ha aumentato l’IVA e portato la tassa sui guadagni di capitale al 21%, e potrebbe salire presto al 23%.

Gli incrementi fiscali hanno suscitato un sentimento di odio verso la societa’ di riscatto delle tasse e aumentato anche verso i privilegi della casta dei politici.

“I politici, il governo, non stanno pagando la loro parte”, ha detto Paolo Schiaramazza, imprenditore 49enne, che gestisce una societa’ di costruzioni. “Hanno auto blu, non devono pagare la benzina, mangiano e si divertono gratis, si vestono bene, con completi e cravatte”.

Non e’ solo il problema di ingiustizia – tanto che il riferimento a Equitalia e’ “un’agenzia di squali” – e’ anche “pietosamente inefficiente”.

Da parte sua Equitalia si difende sostenendo che si tiene solo il 9% delle entrate che riceve e che quei soldi le servono per costi di gestione e mantenimento.

Il resto finisce nelle casse del governo, nel sistema di previdenza italiano pubblico o nelle amministrazioni locali, come nel caso dell’Imu.

Sicuramente rispetto ai tempi di Berlusconi c’e’ stato un cambiamento culturale nell’approccio del cittadino verso l’evasione fiscale, che ora e’ presa meno alla leggera. Come spiega Giovanni Lombardo, portavoce di Equitalia, “L’evasore non e’ piu’ visto come una volpe furba, ma come qualcuno che reca danni a tutta la popolazione”.