Consulentia 2022: l’evoluzione del consulente finanziario secondo Savatteri (T. Rowe Price)

6 Aprile 2022, di Massimiliano Volpe

Nel primo giorno della manifestazione Consulentia 2022 organizzata dall’Anasf a Roma fino all’8 aprile abbiamo fatto il punto sull’evoluzione del consulente finanziario con Donato Savatteri, responsabile Sud Europa della società di gestione T. Rowe Price.

 

Dott. Savatteri, come sta evolvendo la figura professionale del consulente finanziario alla luce dei cambiamenti in atto?

La pandemia ha accelerato dei trend già in atto. Ad esempio, le competenze digitali sono diventate determinanti per essere più efficaci ed efficienti. Riteniamo ci siano quattro caratteristiche imprescindibili: sul fronte degli investimenti, sapersi concentrare sull’asset allocation strategica, costruire una strategia di comunicazione (digitale e non), per rispondere alle esigenze di clienti sempre più smart e sempre più emotivamente coinvolti, diventare sempre di più l’educatore finanziario della famiglia/cliente e, infine, dedicarsi alla formazione.

 Altro tema chiave è quello del passaggio generazionale. Come il consulente può gestire il rapporto con i propri clienti per affrontare al meglio tale situazione?

I numeri offrono la dimensione del problema, che però è anche un’opportunità: in Italia circa il 50% degli eredi cambia l’intermediario finanziario di riferimento. Un numero enorme se si considera che lo stock di ricchezza, oggi detenuto per lo più dai Baby Boomers passerà in eredità a Generazione X e Millennials.
Due generazioni molto diverse accomunate dall’essere più digitali e più aperte al cambiamento. Nei prossimi anni il consulente dovrà passare da “Advisor” a “Coach”, diventando al contempo educatore finanziario e guida nei momenti di incertezza.

In uno scenario di inflazione elevata e normalizzazione delle politiche monetarie, l’asset class obbligazionaria offre ancora valore?

Le crescenti aspettative di inflazione hanno spinto i rendimenti obbligazionari verso l’alto e, con l’inizio di una politica monetaria restrittiva, lo strumento obbligazionario tradizionale – titoli di Stato dei mercati sviluppati – può essere molto pericoloso.
Sono invece molto interessanti le strategie che investono in titoli ad alto rendimento (“high yield”) ed in particolar modo quelle con la distribuzione di una generosa cedola periodica, a maggior ragione se esplorano anche i mercati emergenti dove alcuni paesi sono già avanti con il rialzo dei tassi.