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Consulenti finanziari: raccolta in crescita nel primo semestre 2025, +13,6% trainata dal gestito

Le reti di consulenza finanziaria chiudono la prima metà del 2025 con risultati decisamente positivi, segnando una crescita significativa rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Nel periodo tra gennaio e giugno, la raccolta netta ha raggiunto i 28,7 miliardi di euro, con un incremento del 13,6% su base annua. Un dato che conferma la crescente fiducia dei risparmiatori verso i professionisti del risparmio, in particolare per quanto riguarda i prodotti del risparmio gestito.

Forte spinta dal risparmio gestito: +132% a/a

L’aspetto più rilevante del semestre è l’impennata della raccolta netta destinata al risparmio gestito: 18,5 miliardi di euro, più che raddoppiata rispetto al 2024 (+132% a/a). Questo comparto, che comprende fondi comuni, gestioni patrimoniali e prodotti assicurativi/previdenziali, continua a rappresentare il cuore delle attività di consulenza, confermandosi la scelta privilegiata da chi vuole allocare il proprio risparmio con una prospettiva di medio-lungo termine.

Nel solo mese di giugno, le Reti hanno registrato una raccolta netta pari a 3,7 miliardi di euro, trainata quasi interamente dal risparmio gestito, che ha generato 3,6 miliardi di flussi netti. Questo rappresenta un aumento sia rispetto a maggio (+8,3% su base mensile) sia rispetto allo stesso mese del 2024 (+48,4% a/a).

La consulenza a pagamento (modelli fee only o fee on top) ha contribuito con 1,5 miliardi solo a giugno, portando il totale del primo semestre a 8 miliardi, in crescita del 6,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Crescono anche i clienti: +130 mila in sei mesi

Un altro dato significativo riguarda il numero di clienti serviti dalle Reti, che è aumentato di 130 mila unità, superando così la soglia dei 5,3 milioni di clienti. Segno che la fiducia nella consulenza finanziaria continua ad ampliarsi tra i risparmiatori italiani.

“I risultati di giugno confermano la solidità dell’attività delle Reti e la rilevanza della componente gestita nei portafogli. L’andamento del primo semestre evidenzia una dinamica di crescita strutturata, che riflette l’efficienza dei modelli di consulenza adottati dalle Associate e il loro ruolo sempre più centrale nell’intercettare le esigenze dei risparmiatori e nel canalizzare il risparmio verso soluzioni di medio lungo termine”, ha dichiarato Marco Tofanelli, segretario generale dell’Associazione (nella foto).

Focus sul gestito: fondi obbligazionari in testa

Nel dettaglio del risparmio gestito, la distribuzione diretta di fondi comuni ha generato una raccolta netta di 9,4 miliardi di euro, con un balzo del 136% a/a. Tra i fondi, a dominare sono stati gli obbligazionari con 6,6 miliardi di euro, seguiti dai flessibili (1,6 miliardi). Anche i fondi monetari e azionari hanno registrato risultati positivi.
Nel solo mese di giugno, la raccolta in fondi è stata pari a 1,9 miliardi di euro.

Ancora più forte è stata la crescita del comparto assicurativo e previdenziale, che ha triplicato i volumi rispetto al primo semestre 2024: 6,2 miliardi di euro (+245% a/a).
Le unit linked guidano con 3 miliardi, ma il vero exploit si è registrato sulle polizze vita tradizionali, che hanno attirato 1,7 miliardi. A giugno, la raccolta nel comparto si è attestata a 1,3 miliardi.

Anche le gestioni patrimoniali mostrano solidità: raccolta netta a 3 miliardi di euro (+34% a/a), equamente distribuita tra gestioni in fondi (oltre 1,5 miliardi) e gestioni mobiliari. Solo nel mese di giugno, i flussi sono stati pari a 423 milioni di euro.

Il contributo complessivo delle Reti al sistema degli fondi aperti (tramite distribuzione diretta e indiretta) è stato di 2,6 miliardi nel solo giugno, con un totale da inizio anno pari a quasi 15 miliardi di euro.

Risparmio amministrato in calo: -28% a/a. Boom degli ETF

Sul fronte del risparmio amministrato, i numeri non sono altrettanto brillanti. Le risorse nette investite in strumenti amministrati sono state pari a 11,8 miliardi di euro, con una flessione del 28% a/a. Questo calo è attribuibile principalmente alla minore raccolta sui titoli di Stato (5,9 miliardi) e sulle obbligazioni corporate (1,1 miliardi), quasi dimezzate rispetto allo stesso periodo del 2024.

Tuttavia, si segnala una forte crescita degli ETF, che hanno raccolto 3,1 miliardi, con un aumento del +111% a/a. Una tendenza che evidenzia il crescente interesse verso strumenti passivi e a basso costo.

Infine, le movimentazioni su conti correnti e depositi segnano un saldo negativo: da gennaio a giugno si sono registrati deflussi per 1,6 miliardi di euro, con una particolare intensità nel mese di giugno, quando le uscite hanno toccato i 2,5 miliardi. Questo dato conferma la tendenza dei risparmiatori a spostare liquidità verso soluzioni più remunerative, in un contesto di tassi ancora favorevoli.