Alla ricerca del “consulente ideale”: da una app il match perfetto

14 Ottobre 2019, di Alberto Battaglia

Se il contatto umano è uno dei maggiori vantaggi della consulenza tradizionale, va da sé che molto del valore aggiunto dell’advisor è dettato dall’intesa che si instaura con il cliente.
E se questa dipende anche dai gusti e dai valori dell’individuo, a qualcuno è venuto in mente che il modello delle app di incontri potesse aiutare il “match” perfetto fra l’investitore e il suo consulente ideale. Quest’idea, realizzata dalla startup newyorchese Zoe Financial, ha già raccolto 5 milioni di dollari in investimenti in un anno e mezzo dalla fondazione, 3 dei quali meno di un mese fa (18 settembre).

Lanciata nel febbraio 2018, Zoe vanta ora centinaia di clienti con oltre 140 milioni di dollari di attività investibili che hanno trovato il proprio consulente fiduciario indipendente attraverso questo network.

“La ricerca online offre alle persone molte opzioni in più, ma spesso sono anche troppe”, ha affermato il ceo della Zoe Financial, Andres Garcia-Amaya,”uno dei nostri slogan è: respingiamo il 95% dei consulenti, quindi non è necessario che lo faccia tu”.

Infatti, il primo filtro che Zoe opera sui consulenti che dispongono di un profilo sulla piattaforma è fatto su titoli ed esperienza. Devono essere titolari di una certificazione (Cfp, Cpa o Cfa), avere almeno cinque ani di esperienza, essere trasparenti sulle modalità di pagamento, disporre di un approccio che mette il cliente al centro con eccellenti doti comunicative. Ad avere quest’ultimo requisito, dice Zoe Financial, sarebbero solo il 5% degli aspiranti consulenti.

Dal sito web della app è possibile osservare le domande preventive attraverso le quali si viene indirizzati verso il proprio consulente: età, reddito annuo, risparmi, codice di avviamento postale. Cosa succede dopo? “Il nostro algoritmo sceglie l’advisor più in linea con i tuoi bisogni”. In questo caso, insomma, la mediazione della tecnologia non dirotta verso servizi automatizzati di robo-advisory bensì a uno sbocco “umano”.
La concorrenza fra professionisti, tuttavia, verrà messa alla prova sempre di più.