Conflitto tra stati è il rischio maggiore per la stabilità mondiale

15 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

LONDRA (WSI) – È il conflitto internazionale il rischio maggiore che minaccia la stabilità mondiale nei nostri tempi. È il parere di 900 analisti interpellati in un sondaggio.

“Sono passati 25 anni dalla caduta del Muro di Berlino, e il mondo rischia di nuovo di vivere conflitti tra Stati internazionali”, ha detto Margareta Drzeniek-Hanouz, economista numero uno del World Economic Forum, che ha presentato oggi il suo rapporto sui rischi globali.

“Tuttavia i mezzi odierni per evitare un conflitto simile, che potrebbe avvenire anche tramite attacchi informatici, concorrenza per avere le risorse, sanzioni e altri strumenti economici, sono più vasti che mai”.

“Tornare a seguire la strada della cooperazione, piuttosto che della concorrenza – dicono gli autori del report – dovrebbe essere la priorità dei leader mondiali nel 2015”.

Il World Economic Forum, associazione indipendente con sede a Ginevra che organizza il meeting annuale di Davos il 21 gennaio, avverte che due decenni dopo la Guerra Fredda i rischi geopolitici sono aumentati a dismisura e sono tornati a riempire le prime pagine delle agende dei capi di Stato mondiali.

La crisi in Crimea deve servire da promemoria dell’impatto che un conflitto tra Stati può avere nella regione, mentre la minaccia crescente dell’ISIS mostra i pericoli generati dal collasso di uno Stato e dal fallimento delle politiche di governance nazionale.
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In termini di probabilità, il conflitto internazionale tra stati è il pericolo numero uno per la pace e stabilità mondiale, davanti a disastri naturali (secondo posto), fallimento dei sistemi di governance nazionale (terzo), collasso statale o crisi economica (4) e alta disoccupazione o sotto occupazione strutturale.

(DaC)