Commercio, Giappone: “Andiamo avanti senza gli Usa”

14 Luglio 2017, di Alessandra Caparello

Non è più il patto commerciale più grande del mondo dopo il ritiro annunciato dal presidente americano Donald Trump ma rimane in ogni caso un accordo molto importante. Parliamo del TTIP, l’accordo Trans-Pacific Partnership, un trattato di libero scambio fra 11 nazioni: Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore, Vietnam.

I paesi negoziatori vanno avanti senza Washington e con l’obiettivo di completare i lavori preparatori per il trattato entro novembre così come concordato lo scorso maggio ma a pesare sono le divisioni interne che costituiscono un ostacolo non da poco.

“Da un alto ci sono paesi come il Giappone, l’Australia e Nuova Zelanda che vorrebbero andare avanti con l’accordo così com’è, solo apportando qualche modifica tecnica per permettere l’entrata in vigore dell’accordo ma dall’altra parte ci sono paesi come la Malesia e il Vietnam, che invece si chiedono se ha ancora senso attuare un accordo commerciale senza aver accesso al mercato statunitense”.

Così Andrew Staples, direttore presso l’Economist Corporate Network parlando alla Cnbc. La Malesia e il Vietnam sono i due paesi che più di tutti tra quelli facenti parte dell’accordo hanno beneficiato dei rapporti commerciali con gli Usa. In particolare l’industria dell’abbigliamento del Vietnam e l’elettronica made in Malesia sono stati rafforzati con le esportazioni nel mercato a stelle e strisce. E per accedere a tale mercato entrambi i governi del sud-est asiatico hanno accettato di cambiare le loro regole, in tema di trasparenza, movimenti di dati e standard lavorativi. Ora però che gli Usa sono fuori dalle trattative per il grande accordo commerciale del Pacifico, si stanno interrogando sulla necessità di andare avanti e farne parte.

La riluttanza di entrambi i paesi causa mal di pancia al governo di Tokyo tanto che il premier Shinzo Abe ha recentemente affermato di sperare un ritorno al tavolo delle trattative da parte degli Stati Uniti  ma al tempo stesso incalza i paesi partecipanti a non perdere slancio ed entusiasmo, entusiasmo che Shinzo Abe ha ritrovato nella trattativa in corso con l’Unione europea per un accordo commerciale con il Giappone. Ma come ha sostenuto Eurasia Group in un report, se i negoziati dovessero inaspettatamente non andare  a buon fine, allora la leadership del premier nipponico subirà una battuta d’arresto.