Classifica Top Manager: Marchionne ha la reputazione online migliore

22 Febbraio 2018, di Livia Liberatore

Il numero uno di Fca Sergio Marchionne arriva in prima posizione, con un punteggio di 78,8 su 100, nella classifica Top Manager Reputation, che ogni mese monitora la reputazione online delle figure apicali delle principali aziende italiane. Marchionne beneficia dei risultati di bilancio raggiunti dal gruppo automobilistico, che nelle ultime settimane ha segnato più volte nuovi massimi storici a Piazza Affari.

Al secondo posto, con 71,4, Urbano Cairo che aumenta la sua presenza digitale soprattutto nei contenuti online dedicati allo sport, grazie alla nomina del nuovo allenatore del Torino, Walter Mazzari e alle dichiarazioni fatte ai tifosi sui progetti futuri. In terza posizione, con 62,1, Francesco Starace di Enel, in primo piano per la nomina di membro della European High Level Multi-Stakeholder Platform, la piattaforma con l’obiettivo di implementare gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

Nel settore della finanza, cresce la reputazione online di Ennio e Massimo Antonio Doris, di Banca Mediolanum, Carlo Messina di Intesa Sanpaolo, Andrea Bonomi di Investindustrial e Jean Pierre Mustier di Unicredit. Più nel dettaglio, Carlo Messina si piazza al nono posto scalando sei posizioni, soprattutto per l’accordo con i sindacati che vede da un lato l’uscita volontaria di 9 mila dipendenti dopo l’acquisizione di rami di attività delle banche venete e dall’altra un piano rivolto ai giovani per l’assunzione di 1.500 dipendenti.

Jean Pierre Mustier raggiunge la 15 esima posizione, con un balzo in avanti di 4, il presidente di Mediolanum Ennio Doris sale di 7 posti e arriva al 13 esimo, mentre il figlio Massimo Antonio Doris guadagna 13 posti piazzandosi 50 esimo. Il presidente di Investindustrial Andrea Bonomi guadagna invece 17 posti e arriva in 17 esima posizione con un punteggio di 47,8. Infine, Lapo Civiletti, Ceo di Ferrero arriva alla 66 esima posizione (salendo di 10 posti rispetto alla rilevazione precedente) grazie all’acquisizione di oltre 20 brand americani del settore dolciario per 2,8 miliardi di dollari.