Cgia, oltre 30mila pagine di carta prodotte all’anno dalla burocrazia

14 Ottobre 2019, di Alessandra Caparello

Nel 2018 sono state pubblicate 365 Gazzette ufficiali, piene di leggi,  decreti, provvedimenti vari, e composte da ben 30.671 pagine. A stamparle tutte, questa montagna di carte avrebbe raggiunto il peso di 80 chilogrammi e se, ipoteticamente, le avessimo stese una dopo l’altra lungo la strada, avremmo coperto una distanza di 452 chilometri, praticamente quella che intercorre tra Milano e Perugia.
La cifra è quella fornita dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre secondo cui per leggere tutti i decreti, le leggi, le delibere, le ordinanze ministeriali e i relativi allegati presenti in questo profluvio di fogli, supponendo di impiegarci 5 minuti per pagina, occorrerebbe la bellezza di 319 giorni lavorativi, vale a dire oltre un anno ininterrotto di lavoro.

“Seppur impegnativo, per noi è stato un gioco misurare il peso della burocrazia legislativa presente nel nostro Paese. Ma per i cittadini e le imprese, invece, rapportarsi con le leggi, i decreti ed i regolamenti non costituisce certo uno svago.
Anzi, il coacervo di norme presente in Italia costituisce una giungla dalla quale risulta molto difficile districarsi. Senza contare, inoltre, che il costo in capo alle imprese è spaventoso: secondo un recente studio del The European House – Ambrosetti, l’intero sistema imprenditoriale italiano spende oltre 57 miliardi di euro all’anno per espletare gli adempimenti, i permessi e tutte le pratiche burocratiche richieste dall’Amministrazione pubblica”.

Così il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo. L’Italia è leader in Ue per numero di leggi visto che nel nostro paese si stima che ci siano 160.000 norme di cui 71.000 promulgate a livello centrale e le rimanenti a livello regionale e locale. Nel 2018 la punta massima di produttività normativa si è registrata il 12 aprile quando l’Istituto Poligrafico dello Stato ha stampato il Supplemento ordinario n° 18 contenete il testo, le tabelle e i grafici della prima tranche degli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale).
Quest’anno invece il giorno più “infausto” è stato il 4 gennaio quando nel Supplemento ordinario n° 3 è stato pubblicato il secondo decreto contenete gli ISA di altre 106 categorie economiche, di ben 4.334 pagine.