Cedacri SPA – l’outsorcing bancario e finanziario di eccellenza

21 Agosto 2017, di Giovanni Falcone

Cedacri SPA – l’outsorcing bancario e finanziario di eccellenza

Con oltre 100 banche, istituzioni finanziarie, aziende industriali e società di servizi  come clienti e un fatturato in crescita,  non sarà certamente difficile per la CEDACRI SpA trovare un compratore di una quota di minoranza tra il 20 e 40% messa sul mercato.

Nella mia veste di Responsabile aziendale antiriciclaggio per circa dieci anni di un Gruppo bancario, ho personalmente conosciuto numerosi interlocutori, di assoluto spessore professionale che meglio e più di altri mi hanno aiutato nell’espletamento del mio ruolo, certamente non facile. Nel periodo, ho ricevuto cinque ispezioni  Antiriciclaggio – due dirette con la banca cui ero dipendente – e tre indirette su banche di cui avevamo il controllo al 100% – senza aver mai sofferto anche un solo rilievo da parte dell’Organo di vigilanza centrale della Banca d’Italia.

Oggi, riconosco che gran parte del merito è stato del Sistema operativo CEDACRI che in materia antiriciclaggio e degli alert di sistema in grado di generare è stato fondamentale nel fornirmi il supporto necessario per l’attività di controllo.

Con l’advisor Rotschild e Kpmg, vi sono state delle manifestazioni d’interesse in corso di valutazione.

A leggere i primi rumors apparsi sulla stampa specializzata sembra che gli appetiti non mancano, dal Fondo Strategico Italiano alla Pimco e Carlyie e Advent oltre ad operatori più istituzionali, come il Fondo del Quatar.

Non mancherebbero all’appello anche investitori più vicini in termini di know – how come la Ibm, Accenture e Capgemini.

Per quanto non si siano ancora comprese le modalità di ripartizione nell’attuale composizione del capitale del gruppo CEDACRI,   tra la Banca Mediolanum (15,6%, Banca Popolare di Bari (8,2%), Cassa di Volterra (8%), Cr Asti (7,86%), Unipol Banca (7,5%), Banco Desio (7,12%), Bper (con l’acquisizione della quota Carife al 6,5%), CariBolzano (6,5%),, Ubi ( a cui è andata la quota di di B.Etruria, 4,6%), Banca del Piemonte (4,2%) e Credem (3,9%).

Con le paventate novità in tema di “controlli” da parte della Banca Centrale Europea nel mondo delle banche dell’intera Europa, sicuramente saranno necessari nuovi investimenti per garantire le migliori perfomance negli attuali servizi erogati dall’outsourcing completo, facility management, system integration, business process outsourcing.

Insomma, in questo momento storico, un socio forte avente la volontà di investire per crescere e soprattutto consentire al Gruppo CEDAQCRI SpA di meglio competere sul mercato globale rappresenta una scommessa da vincere.

Per quello che serve, in bocca al lupo per le nuove sfide che attendono il mercato dell’outsorcing bancario e del Gruppo CEDACRI  SpA in particolare!.