Campi Flegrei: sciame sismico più forte dagli anni Ottanta

17 Marzo 2022, di Alessandra Caparello

Un vero e proprio sciame sismico tra interessando l’area dei Campi Flegrei in Campania. Proprio ieri, 16 marzo 2022, alle ore 15:14 è stato registrato un terremoto di magnitudo 3.5 con epicentro localizzato nell’area della Solfatara, nei Campi Flegrei (Nord-Ovest della città di Napoli) a una profondità di circa 2,7 km.

L’evento si colloca all’interno di uno sciame iniziato alle ore 15.12 e costituito da più di 16 terremoti. Francesca Bianco, Direttore dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV, ha evidenziato:

“L’attività vulcanica dei Campi Flegrei è costantemente monitorata dalle reti di monitoraggio dell’Osservatorio Vesuviano, in stretto contatto con il Dipartimento della Protezione Civile. I parametri geofisici e geochimici analizzati indicano il perdurare dei trend registrati nei mesi precedenti. Allo stato attuale non si evidenziano elementi tali da suggerire significative evoluzioni del sistema a breve termine, fermo restando che una eventuale futura variazione dei parametri monitorati (sismologici, geochimici e delle deformazioni del suolo) può comportare una diversa evoluzione degli scenari di pericolosità”.

La scossa è legata al bradisismo dell’area flegrea e si tratta dell’evento più forte dal 1983.

Bradisismo: cosa significa

L’area flegrea è una grande caldera in stato di quiescenza, con un diametro di 12/15 km.

Le caldere sono depressioni vulcaniche formate dal collasso delle rocce a tetto della camera magmatica che viene svuotata durante enormi eruzioni”, spiega Lucia Pappalardo, ricercatrice dell’INGV “Spesso manifestano delle fasi di ‘unrest’ (ovvero di ‘squilibrio’), con frequenti terremoti, sollevamento del suolo (il cosiddetto ‘bradisismo’) e un considerevole flusso di gas e calore. Tuttavia, poiché questa attività è dovuta alle complesse interazioni tra magma e sistema idrotermale immagazzinato sotto il vulcano, è sempre difficile identificare la sorgente e prevedere l’evoluzione di queste manifestazioni”.

Tale aerea, come riporta l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, è soggetta a lenta deformazione del suolo nota con il nome di bradisismo. Letteralmente movimento lento del suolo, il bradisismo avviene con modalità diverse nel tempo, portando al sollevamento.

La crisi bradisismica a Pozzuoli e dintorni

Negli anni ’70 e ’80 del secolo scorso l’area flegrea, e l’abitato di Pozzuoli in particolare, sono stati interessati da un repentino sollevamento del suolo che ha portato quest’ultimo ad un livello complessivamente più alto di circa 3.5 m e causato numerosi terremoti, con gravi danni agli edifici.

In seguito la caldera dei Campi Flegrei per circa vent’anni è stata caratterizzata da generale subsidenza, ossia abbassamento del suolo, fino al 2005, anno in cui ha iniziato un periodo di sollevamento che è attualmente in atto.
Rilievi altimetrici del 1970 mostrarono un sollevamento dell’intero abitato di Pozzuoli che continuò fino al 1972, quando raggiunse un valore massimo di 170 cm rispetto al 1968.

Negli anni Ottanta inizio la crisi bradisismica. Nel periodo giugno-novembre 1982 il sollevamento del suolo al porto di Pozzuoli fu stimato di circa 15 cm. Nei mesi successivi la sismicità si mantenne di lieve entità fino al 15 maggio 1983 in cui si verificò un evento di magnitudo 3.4 localizzato a Pisciarelli, nella conca di Agnano. Da quel momento la sismicità diventò più intensa concentrandosi nell’area Solfatara-Accademia fino ad arrivare al 4 ottobre 1983 quando si verificò l’evento di maggiore intensità (magnitudo 4) e il 13 ottobre si ebbe il primo sciame sismico costituito da numerosi eventi (229 eventi in poche ore). Dall’inizio della crisi fino alla fine del 1983 si registrarono oltre 5.000 eventi significativi.

Durante il periodo di crisi furono eseguite livellazioni geodetiche di precisione con periodicità trimestrale e nei due anni e mezzo intercorsi dall’estate del 1982 fino a tutto il 1984 si ebbe un sollevamento dell’area del porto di Pozzuoli di circa 185 cm che, unito al sollevamento di circa 170 cm del 1970-72, portò ad un sollevamento totale di circa 3.55 metri.

La ricerca odierna

Cosa sta succedendo oggi? Si è concluso lo sciame sismico iniziato alle ore 15:12 di ieri 16 marzo 2022 e costituito in totale da 33 terremoti di magnitudo compresa tra 0.0 e 3.5 localizzati nell’area dei Campi Flegrei come spiega in una nota il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia. Ci si aspetta un nuovo sollevamento del suolo?

Un team multidisciplinare di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha recentemente pubblicato uno studio “New insights into the recent magma dynamics under Campi Flegrei caldera (Italy) from petrological and geochemical evidence”, che ha evidenziato che le variazioni della composizione dei gas fumarolici misurate negli ultimi decenni alla caldera dei Campi Flegrei.

Ebbene tali variazioni sarebbero originate dalla depressurizzazione e cristallizzazione di due principali sorgenti magmatiche: una più profonda, situata tra 16 e 12 km sotto il livello del suolo, che ha alimentato la crisi bradisismica del 1982-84 trasferendo un significativo volume di magma (3 km3) verso la seconda sorgente localizzata a circa 8 km di profondità. Quest’ultima, ha invece alimentato i gas fumarolici durante la crisi iniziata nel 2000 e attualmente ancora in corso. Antonio Paonita ricercatore dell’INGV e co-autore della ricerca commenta:

“Il nostro studio mostra come i gas rilasciati dal magma in risalita nelle zone profonde del sistema di alimentazione del vulcano si accumulino alla base del sistema idrotermale sovrastante, localizzato a circa 3 km di profondità, il quale viene riscaldato e pressurizzato, deformando e fratturando le rocce crostali più superficiali e dando così origine a fenomeni di sollevamento del suolo e terremoti tipicamente osservati nell’area”.