Camere di Commercio: silenzio, parla “Lo Bello”!

1 Luglio 2017, di Giovanni Falcone

Qualche anno addietro si era pensato di chiuderle, anzi no, di razionalizzarle sul territorio nazionale e finalmente oggi si è capito, lo dice nientepopodimeno  che il Presidente dell’Unioncamere Ivan LO BELLO:Riforma nel segno dell’efficienza”.

Cose grosse.

In Italia è sempre così. Quando qualcosa non funziona, costa troppo, diventa insostenibile che si fa?

Si rinnova, si cambia qualche casella, si parla, parla, parla e alla fine si decide: maggiore e ritrovata efficienza, quasi ad ammettere che prima non si faceva molto o comunque non abbastanza ma in compenso si pagava lo stesso,  sempre e comunque.

Da oltre dieci anni, per la mia società “uni personale”, iscritta da subito nel c.d. Registro delle imprese,  pago il modico balzello di 200,00 euro all’anno.

Ad oggi, pur con qualche sforzo, non ho ancora capito bene qual è il servizio che mi viene offerto per questo “diritto camerale”. Si, viene chiamato diritto senza dire nulla per quel che concerne il “dovere”.

Siamo in Italia e tutto è ammesso quando si parla di tasse: adesso il signor LO BELLO, ci dice che cambierà tutto, in meglio naturalmente e se lo dice lui dobbiamo crederci ma soprattutto, dobbiamo continuare a pagare, silenziosamente e senza fiatare come siamo abituati da sempre!

Sono convinto che qualcosa succederà, peggio della mezzanotte e senza luna  piena non può essere, avendole già passate quelle nottate.

Intanto, cari italiani, titolari di iscrizioni al Registro delle imprese presso le Camere di Commercio, state tranquilli, adesso abbiamo “LO BELLO” che ci tranquillizza.

Il “baraccone delle Camere di commercio” sopravvive e noi sudditi del terzo millennio, abituati a pagare in silenzio siamo contenti.

Viva le Camere di Commercio, Viva il Presidente LO BELLO!