Bridgestone: tentativi febbrili per salvare stabilimento Bari

14 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Una delegazione di 270 lavoratori della Bridgestone di Bari protesta contro la chiusura della fabbrica sotto il ministero dello sviluppo economico, dove è in corso l’incontro tra le istituzioni e i vertici europei del gruppo nipponico.

“Bari non molla”, si legge su uno striscione. “Siamo i numeri uno”, scandiscono gli operai e “quest’azienda non si tocca”. “Siamo in attivo da tutti i punti di vista, al 1000%”, spiega uno degli 950 dipendenti.

“L’azienda deve spiegarci perché vuole chiudere – interviene un collega – siamo qui per difendere la nostra vita e quella delle nostre famiglie”. All’incontro tra i vertici di Bridgestone e il governo sul destino dello stabilimento pugliese sono presenti il ministro Corrado Passera, il sottosegretario Claudio De Vincenti, il viceministro al Welfare Michel Martone, il presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, il sindaco di Bari, Michele Emiliano, e il board europeo di Bridgestone guidato dall’amministratore delegato per l’Europa, Franco Annunziato. Al tavolo con l’azienda seguirà, a quanto si apprende, una seconda riunione con i sindacati.

Intanto con un messaggio su twitter Passera afferma che la chiusura dello stabilimento non e’ piu’ irrevocabile. ”Per Bridgestone – scrive il ministro – chiusura non piu’ ‘irrevocabile’.

Apriamo tavolo per individuare soluzioni. ”La nostra posizione – ha poi detto il ministro al tavolo di confronto secondo quanto si apprende da fonti sindacali – e’ che noi consideriamole ragioni di mercato addotte dall’azienda buone per ridiscutere le decisioni prese. Non sarebbe socialmente responsabile non valutare tutte le misure per rivedere le decisioni. Per questo abbiamo chiesto all’azienda un segnale concreto di accoglimento, togliendo l’aggettivo ‘irrevocabile”’.