Brexit, Farage e Johnson “tristi eroi”, come ratti in fuga

5 Luglio 2016, di Daniele Chicca

LONDRA (WSI) – Sono loro i “tristi eroi” della vittoria ottenuto con il voto Brexit: Nigel Farage e Boris Johnson, che come i ratti hanno lasciato la nave che affonda, per usare le parole pronunciate sia dall’attore austriaco Christoph Waltz, reso celebre dai film di Quentin Tarantino, sia dal capo degli eurodeputati liberali, l’olandese Guy Verhofstad.

In un intervento all’Europarlamento il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha deriso “i tristi eroi della Brexit”, prima “raggianti” e invece oggi dimissionari oppure silurati nelle loro ambizioni politiche. I sostenitori della Brexit “mi fanno pensare ai topi che abbandonano la nave“, ha detto Verhofstad rincarando la dose.

“Vorrei giusto far notare che gli orgogliosi eroi della Brexit della settimana scorsa oggi sono i tristi eroi della Brexit: Johnson e Farage sono dei nazionalisti di retroguardia. I patrioti non si dimettono quando le cose si mettono male, rimangono al loro posti”, ha commentato Juncker fra gli applausi dei deputati a Strasburgo.

Farage, leader populista del partito euroscettico e nazionalista UKIP si è dimesso ma non rinuncerà al suo seggio nell’Europarlamento. Prima erano arrivate le dimissioni di David Cameron, attese dopo il bluff smascherato del voto indetto dal suo stesso governo per spuntarla in un conflitto interno al partito dei conservatori britannico.

Poi è stata la volta del ben più sorprendente ritiro dalla corsa per la carica di premier di Boris Johnson, che sembrava il favorito per rimpiazzare Cameron a Downing street. E infine ieri sono arrivate le ancora più inaspettate dimissioni di Farage da leader dell’United Kingdom Independent Country (Ukip).

“La mia ambizione è stata raggiunta” con la vittoria dello scenario di Brexit nel referendum, ha spiegato Farage in una conferenza stampa in cui nessuno si aspettava un simile annuncio. “Non ho mai desiderato diventare un politico di carriera, ho fatto la mia parte, non potrei ottenere di più. Durante la campagna referendaria affermavo che volevo indietro il mio paese. Ebbene, adesso rivoglio indietro la mia vita“.

Ormai “Brexit è irreversibile”

L’ex sindaco di Londra Johnson è stato vittima di una congiura interna al partito dei Tories che di fatto gli ha impedito di correre per la guida dei conservatori e dunque del governo. È stato infatti silurato dal suo (ex) alleato e ministro della Giustizia Michael Gove, che ha preferito appoggiare la candidatura della titolare degli Interni, Theresa May, annullando di fatto le possibilità dell’ex “promotore” nella Brexit di succedere a Cameron.

Oggi un ministro del governo austriaco ha detto di ritenere che il Regno Unito rimarrà nell’Ue ancora per diversi anni, ma la decisione sembra ormai irreversibile come ha anche ricordato il barone di Richmond William Hague.

Londra si prepara a mesi di intensi negoziati con l’Ue ma anche di gestione dei futuri trattati commerciali con il resto del mondo. Bisognerà evitare che i rapporti tra le due potenze d’Europa da amichevoli non sfocino nell’antagonismo. Le aziende britanniche temono di venire escluse dal mercato unico europeo ma è un sacrificio che va accettato serenamente, di buon grado.

“Non c’è modo di rassicurare queste imprese sull’accesso continuato al mercato unico europeo, dal momento che quasi certamente sarà incompatibile con il controllo dei flussi migratori“.