BRANSON (VIRGIN) VENTURE CAPITALIST

22 Giugno 2000, di Redazione Wall Street Italia

Richard Branson, l’imprenditore britannico fondatore di Virgin Group, torna ancora a far parlare di se’. La sua nuova avventura e’ una societa’ di venture capital, Lynx New Media.

Branson si e’ fatto conoscere per i suoi soldi e per le sue avventure: il suo impero registra un volume di affari di $5 miliardi, in pochi anni ha acquisito oltre 200 compagnie, piu’ volte ha tentato il giro del mondo in mongolfiera. Esperienze che hanno contribuito a creare l’immagine di un uomo avventuroso e aggressivo.

Questa volta pero’ Branson ha sostituito la grinta che lo contraddistingue con una inusuale cautela: nel suo nuovo fondo ci sono $143 milioni, pochi se confrontati con i nuovi fondi europei aperti dagli investitori americani di ventura.

Per finanziare Lynx, Branson si e’ rivolto alla banca di investimento americana Bear Stearns che gli ha messo a disposizione 16 milioni di euro, cioe’ $15,3 milioni.

L’entita’ minima del fondo e l’ancora piu’ scarno contributo di Bear Sterns hanno sorpreso non pochi esperti del settore.

Le dimensioni di Lynx appaiono ancora piu’ piccole se confrontate, ad esempio, con il concorrente Epartners, il fondo da $300 milioni di News Corporation, la societa’ che fa capo al miliardario americano Ruperth Murdoch.

Epartners e’ stato aperto un anno fa e investe soprattutto in compagnie americane con l’obiettivo di espandersi a livello mondiale. Per accrescere la sua credibilita’, Epartners sta collaborando con Softbank Venture Capital, la societa’ che ha finanziato Yahoo! quando era ancora una startup.

Un altro elemento sorprendente e’ il fatto che Branson non ha fatto leva sulla forza del suo collaudatissimo marchio: Virgin infatti non appare sul nome del fondo.

Intanto, finora Branson e Bears Stearns hanno chiaramente cercato di evitare la pubblicita’. Contattata dalla stampa Usa, la banca di investimento americana ha preferito non esprimere alcun parere sul fondo, limitandosi a confermare le sue dimensioni.

Resta poi da chiarire chi guidera’ Lynx. Il numero uno sara’ Kenneth Ibbett, presidente del Virginia Media Group, che ricoprira’ il ruolo di direttore operativo, mentre John Birt, per lungo tempo direttore della British Broadcasting Corporation, sara’ il presidente non esecutivo. Nessuno di loro ha esperienza nel settore. Branson dovra’ quindi assumere persone con talento a cui affidare le operazioni di venture capital.

In ultima analisi, solo il tempo aiutera’ a capire se Lynx avra’ un successo tale da spingere Branson e la Virgin ad aumentare il volume dei loro investimenti e semmai anche a cambiargli il nome. Virgin, infatti, ha gia’ registrato un nuovo dominio che, non a caso, si chiama Virginventures.com.