Borsa Milano debole, acquisti BTP schiacciano Spread a livelli 2008

12 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano si mantiene sui massimi di 4 anni, pur archiviando una seduta all’insegna della cautela in lieve calo, con il Ftse MIB che ha ceduto lo 0,11% 22.809 punti. La tendenza di fondo rimane positiva ma oggi non si sono visti i rialzi cui il mercato azionario aveva abituato nei giorni successivi alla partenza del programma di Quantitative Easing.

Sbalzi di ben altra natura si sono visti sul mercato dei titoli di stato, dove lo spread tra Btp e Bund a 10 anni ha testato un nuovo minimo, scivolando fino a 85 punti base, il valore più basso dal maggio del 2008. I rendimenti sui BTP decennali sono crollati fino al nuovo minimo storico dell’1,031%, prima di ridurre le perdite e tornare all’1,07%.

A condizionare la flessione dei rendimenti dei BTP sono stati anche i risultati dell’asta italiana, che ha visto i tassi scendere al nuovo rendimento minimo della storia. Il Tesoro italiano ha collocato 7,25 miliardi di euro di debito a media e lunga scadenza, sulla parte più alta della forchetta prevista. Piazzati tutti i 2,5 miliardi di euro a tre anni, a un interesse medio dello 0,15%, minimo storico.

Ma il valore più basso di sempre è stato testato dai tassi sui decennali tedeschi, scivolati allo 0,186% sul mercato secondario. Record minimo anche per i tassi decennali portoghesi, all’1,509%.

Crollano insomma i rendimenti sovrani dell’Eurozona, a partire da quelli dei bond con rating tripla AAA della Germania fino a quelli dei bond “junk”, o spazzatura, del Portogallo. Ancora una volta gli acquisti scatenati sui titoli di stato sono sopratutto legati al QE della Bce, operativo da lunedì 9 marzo. Un programma che Jens Weidmann, numero uno della Bundesbank, continua a osteggiare. Il banchere ne ha approfittato per lanciare anche un monito alla Grecia, affermando che “molta fiducia è andata perduta”.

In compenso il settore bancario ad Atene ha ottenuto un’importante nuova linfa di liquidità. Il consiglio direttivo della Bce ha infatto alzato di circa 600 milioni di euro il limite dei fondi di emergenza ELA da concedere alle banche tramite la banca nazionale ellenica.

Rimane sempre protagonista sui mercati valutari l’euro, che ha bucato anche quota $1,05 nelle contrattazioni asiatiche, per poi recuperare terreno e riagguantare la soglia di $1,06. Al momento la moneta unica segna un rialzo del +0,41% a quota $1,0595. Dollaro/yen -0,35% a JPY 121,02; euro/franco svizzero +0,06% a CHF 1,0648. Euro/yen +0,52% a JPY 128,77. Si inverte di conseguenza il trend che nelle ultime ore aveva visto protagonista l’ennesimo crollo dell’euro e il contestuale rally del Dollar Index.

Tornando a Piazza Affari, sul Ftse Mib euforica Azimut (+4,99%) dopo la pubblicazione dei conti. Sotto i riflettori anche la trimestrale di di Snam, che ha chiuso l’esercizio 2014 con ricavi totali per 3,566 miliardi di euro, +1% rispetto al 2013, un margine operativo lordo di 2,776 miliardi (-1%) e un utile netto di 1,198 miliardi, in crescita +30,6%. Il dividendo proposto è pari a 0,25 euro per azione. Il gruppo prevede di investire 5,1 miliardi di euro nel periodo 2015-2018 per aumentare la flessibilità del sistema gas e rafforzare l’interconnessione con le reti europee.

Reso noto anche il bilancio di Generali, il cui titoli cede il 4,4%. L’utile netto si è attestato a 1,67 miliardi di euro, in flessione contro gli 1,915 miliardi del 2013, a causa degli oneri straordinari per un valore di 400 milioni relativi all’effetto della vendita di Bsi e dalla svalutazione di Ingosstrakh. L’utile netto adjusted, che non considera le conseguenze delle poste straordinarie di bilancio, è stato di 2,1 miliardi. All’assemblea sarà proposto un dividendo di 0,60 euro per azione, in aumento di 0,15 euro (+33%) rispetto all’anno precedente.

Tra i titoli bancari del Ftse Mib (settore +1,12%), molto bene le popolari e in particolare Pop Milano e Banco Popolare. In denaro anche Intesa Sanpaolo (+0,73%) e Unicredit (+1,71%). Male invece Ubi Banca (-1,32%). FCA allunga ancora, con un +1,77%.

Tra le materie prime, i futures sul WTI scambiato a New York +0,75% a $48,53. Il contratto sul Brent londinese +1,32% a $58,30. Oro +0,73% a $1.159 l’oncia. Argento +1,72% a $15,63.

Sui mercati asiatici, forte rialzo dell’indice Nikkei della Borsa di Tokyo, +1,43% a 18.991,11 punti, al record in 15 anni. Hong Kong +0,34%, Sidney +0,98%, Shanghai +1,77%, mentre non riesce a beneficiare della sorpresa taglio dei tassi Seoul, che chiude in calo -0,52%.

(Lna-DaC)