Borsa Milano chiude a +0,7%. Mosca non abbandonerà Cipro

22 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano in ripresa a fine settimana, con il Ftse Mib che e’ salito dello 0,69% a 16.046 punti. Il futuro di Cipro e’ appeso a un filo, ma pare che la Russia sia disposta a venire incontro all’isola. Sul versante macro delusione degli investitori per l’indice Ifo tedesco, che misura la fiducia delle imprese in Germania. Il dato ha segnato un peggioramento inatteso, calando a 106,7 da 107,4 di febbraio. Gli economisti avevano previsto un valore quasi invariato a 107,5 punti. Volumi giù del 32% a Piazza Affari dopo l’introduzione della Tobin Tax, la tassa sulle transazioni finanziarie.

Gli investitori guardano però all’indicazione contrarian sul rating dell’Italia arrivata da S&P, che ha affermato che il paese merita la tripla AAA e alle precisazioni della Russia, che ha confermato che sosterrà Cipro – si parlava stamattina invece di un dietrofront di Mosca -, anche se a determinate condizioni. Una brutta notizia è però la decisione della troika di rifiutare la proposta cipriota sul fondo di solidarietà

I mercati azionari globali attendono indicazioni da Cipro ma anche dall’Italia. Dopo due giorni di consultazioni con i leader dei partiti, il presidente Giorgio Napolitano sarebbe disposto a dare l’incarico di formare un governo a Pierluigi Bersani, segretario del Pd.

Ma il cammino è irto di ostacoli e non è affatto detto che una soluzione del genere assicurerà la stabilità dell’Italia: si parla infatti già di rischio di un grande fallimento, visto che Beppe Grillo ripete da tempo che non ha alcuna intenzione di sostenere un esecutivo formato dai partiti. Dai sondaggi emerge poi che una qualsiasi ipotesi di “governissimo” andrebbe a detrimento di Bersani e dei partiti tradizionali, visto che 7 italiani su 10 sono per un governo anti-inciucio

Caso Cipro sempre in primo piano; i tempi stringono, la Bce assicurerà liquidità di emergenza fino a lunedì e poi staccherà la spina, l’Eurogruppo ha già lanciato l’alert sul rischio sistemico e i colloqui con la Russia non sono andati a buon fine. Ma arriva a metà giornata la rassicurazione di Mosca, con Medvedev che afferma che la Russia non chiude la porta a un sostegno a Cipro, ma Nicosia deve prima trovare un accordo con l’Unione europea. Angela Merkel, dal canto suo, sembra lanciare un ultimatum, nel momento in cui afferma che “la pazienza degli europei ha un limite”. La leader Cdu si è lamentata, inoltre, che Nicosia “non ha comunicato con la troika per diversi giorni”, secondo la fonte presente alla riunione che si è svolta a porte chiuse al Bundestag.

A questo punto la Commissione europea valuterà il nuovo piano di Nicosia. Se non si troverà una soluzione, l’isola sarà costretta a lasciare l’euro, una soluzione che sarebbe preferita comunque dai ciprioti rispetto al prelievo forzoso imposto in precedenza sui conti correnti. S&P’s ha tagliato il rating di lungo termine a “CCC”.

Al di là di quanto pensano i ciprioti la situazione in cui versa l’Eurozona è caotica e i leader europei hanno tre giorni giorni di tempo per evitare che si verifichi una situazione stile Lehman Brothers, considerata appunto la deadline della Bce. Il Parlamento di Nicosia intanto esamina il Piano B.

In questo contesto anche la Germania ha paura e le banche temono l’esposizione verso i Piigs.

Azionario asiatico in calo, indice di riferimento MSCI Asia Pacific Index nella sessione ha perso -0,7%, e ha ceduto su base settimanale -1,8%, registrando il calo più forte su base settimanale dallo scorso ottobre.

Molto male la Borsa di Tokyo, con il Nikkei 225 -2,4% dal record testato alla vigilia dal settembre del 2008. Delusione per le mancate indicazioni su eventuali ulteriori manovre di politica monetaria espansiva da parte del governatore della Bank of Japan Haruhiko Kuroda. Il rafforzamento dello yen ha penalizzato titoli di società esportatrici come Bridgestone -3,2% e Toyota -2,2%.

BTP – Spread Italia-Germania a 10 anni -2,59% a 313,28 punti base. Tassi BTP decennali -1,49% al 4,51%.

FTSE MIB – Focus su Ferragamo (+4,62%), dopo i risultati di bilancio. Male il titolo Mediaset, dopo l’intervista rilasciata dal vice presidente Pier Silvio Berlusconi, che afferma che il 2013 sarà l’anno zero per l’aziende e che la crisi è dovuta alla situazione economica e alla crisi generale devastante. Generali (+3,31%) favorita dalla decisione di Moody’s che conferma il rating. Banche contrastate, fanno meglio titoli come Buzzi Unicem (+3,78%), Generali +3,31%, Campari (+2,4%), Fiat Industrial (+2,11%).

In ambito valutario, l’euro in ripresa, sale +0,25% a $1,2929, ma era arrivato anche a scendere al di sotto di tale soglia psicologica; dollaro/yen -0,47% a JPY 94,43; euro/franco svizzero +0,12% a CHF 1,222. Focus sui supporti dei cambi che possono essere livelli dove il mercato presenta buoni aumenti di volatilità e da poter sfruttare. Sull’euro/dollaro, ogni volta che il rapporto si avvicina alle resistenze, accenna a scendere nuovamente.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio +0,21% a $92,64 al barile, mentre le quotazioni dell’oro -0,13% a $1.611,70 l’oncia.

TRA GLI HIGHLIGHT DI GIORNATA:

P.a.: Sangalli, Da Governo Soluzione Non Tempestiva Su Debito Imprese.

Cipro/ Barroso: Crisi dovuta a dimensioni sistema bancario.

Crisi: Sangalli, Miraggio Uscita Da Tunnel, A Rischio Coesione Sociale.

Crisi, boom di poveri in Italia: sono oltre 4 milioni nel 2013.

Crisi/ Confcommercio: Italiani lavorano molto più dei tedeschi.

Crisi: Sangalli, No Ad Aumento Iva, Meno Tasse E Spending Review.


Cipro/ Germania: Aiuti solo a patto di ridimensionamento banche
.

Crisi: Squinzi, sono angosciato da dati disoccupazione.

Borsa: Riduce Flessione. Bene Ferragamo, Banche In Rosso.

Cina: altro che rallentamento, sarà prima economia al mondo nel 2016.

Borse europee poco mosse. Anche l’Asia teme l’effetto Cipro.

Cipro/ Mosca: proposte Nicosia non interessano investitori russi.

Borsa: Asia giu’ per timori Cipro, Tokyo la peggiore con Boj.

Al via StartHappy, incubatore per nuove imprese hi-tech.

Ocse: Cina continuera’ a crescere, pil +8,5% in 2013.

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