BORSA: GLI ORFANI DEI TITOLI INTERNET

1 Agosto 2000, di Redazione Wall Street Italia

I prezzi ai minimi non sono l’unico male dei titoli Internet: volumi di scambi ai minimi rischiano di pregiudicare seriamente le possibilita’ di ripresa.

Sono i piccoli investitori a rischiare di rimanere incastrati in questa trappola, a rimanere ‘orfani’, nel gergo di Wall Street, ovvero con un pugno di azioni in mano che nessuno vuole piu’ comprare.

I grandi investitori istituzionali, che comprando grandi quantita’ di titoli ‘in difficolta” potrebbero aumentare il volume di scambi, nella maggior parte dei casi si trovano con le mani legate poiche’ i Venture Capitalist non vogliono vendere in perdita. “Se un titolo non e’ abbastanza contrattato, non possiamo comprare”, dice Ryan Crane, portfolio manager di AIM small-Cap Growth.

Piu’ della meta’ degli 813 titoli Internet tenute sotto osservazione da Market Guide sono scambiati al di sotto dei $5 milioni alla settimana, ossia il minimo richiesto dai portfolio manager.

“Escludendo l’interesse dei piccoli investitori, l’unica possibilita’ di ripresa per i titoli ‘orfani’ sembra essere l’acquisizione da parte di altre societa’ – ha detto Paul Grangaard di US Bancorp – E’ un gioco diabolico che va ripetendosi continuamente”.

David Goldberg, amministratore delegato del sito musicale Launch Media, sostiene che il folto numero di investitori interessati alle azioni, non possono acquistarle a causa del basso volume di scambi. Il titolo Launch Media, che ha venduto solo 4 milioni di azioni con la IPO dell’aprile 1999, e’ normalmente scambiato al di sotto delle 40.000 azioni al giorno.