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Boom dell’Intelligenza Artificiale: chi sono i nuovi miliardari

L’esplosione dell’intelligenza artificiale (IA) non sta solo rivoluzionando la tecnologia: sta dando vita alla più grande ondata di creazione di ricchezza degli ultimi decenni. Nel 2025, decine di fondatori e dirigenti di startup AI sono entrati nel club dei miliardari, grazie a raccolte fondi da capogiro e valutazioni societarie mai viste prima.

IA: un boom senza precedenti

Secondo CB Insights, oggi nel mondo esistono 498 “unicorni” dell’AI — aziende private valutate almeno 1 miliardo di dollari — per un valore complessivo di 2.700 miliardi. Ben 100 di queste sono nate dopo il 2023. E ci sono oltre 1.300 startup AI che valgono più di 100 milioni di dollari.

A trainare il fenomeno, le maxi-raccolte di capitali di player come Anthropic, Safe Superintelligence, OpenAI, Anysphere e molti altri. Sul fronte delle quotate, giganti come Nvidia, Meta e Microsoft hanno visto le loro azioni impennarsi, mentre le infrastrutture tecnologiche (data center e potenza di calcolo) e gli stipendi stellari degli ingegneri AI alimentano ulteriormente la corsa.

“Negli ultimi 100 anni non abbiamo mai visto un’accumulazione di ricchezza di queste dimensioni e velocità”, ha dichiarato Andrew McAfee, ricercatore del MIT.

Chi sono i nuovi miliardari dell’AI

Esempi concreti non mancano, tra questi Mira Murati, ex CTO di OpenAI, che ha fondato Thinking Machines Lab a febbraio e che in soli cinque mesi ha raccolto 2 miliardi di dollari, portando la valutazione della società a 12 miliardi. Anthropic, con il suo cofondatore Daio Amodei, sta negoziando un round da 5 miliardi di dollari che porterebbe il suo valore a 170 miliardi, quasi il triplo rispetto a marzo.

Michael Truell, 25 anni, fondatore di Anysphere, è diventato probabilmente miliardario dopo che la sua azienda è passata in poche settimane da una valutazione di 9,9 a oltre 18 miliardi di dollari.

Gran parte di queste fortune resta “su carta”, essendo legate a società private che non hanno fretta di quotarsi. Tuttavia, il mercato secondario e le vendite di quote stanno offrendo nuove possibilità di liquidità ai fondatori, che possono anche usare le loro azioni come garanzia per ottenere prestiti.

Operazioni come la vendita di quote da parte di OpenAI, che punta a una valutazione di 500 miliardi di dollari, o acquisizioni strategiche — come l’ingresso di Meta in Scale AI — stanno accelerando l’accesso al cash.

Il cuore del boom resta la Bay Area. San Francisco oggi ospita più miliardari di New York (82 contro 66) e ha visto raddoppiare il numero di milionari in dieci anni. Il mercato immobiliare di lusso è in piena espansione, con più vendite sopra i 20 milioni di dollari nel 2024 rispetto a qualsiasi anno precedente.

La sfida per il wealth management

Per le banche private e i consulenti finanziari, l’arrivo di questa nuova élite è un’occasione storica. Ma c’è un ostacolo: la maggior parte della ricchezza è ancora illiquida. Come accadde con i “dot-com” degli anni ’90, molti di questi imprenditori inizieranno investendo in altre startup tech del loro network, prima di diversificare e affidarsi a professionisti per la gestione di patrimoni, successioni e filantropia.

E, proprio come i pionieri di Internet, anche i miliardari dell’AI potrebbero voler reinventare i servizi finanziari con la loro impronta innovativa — magari utilizzando la stessa intelligenza artificiale che ha costruito la loro fortuna.