BlackRock ai CEO: “niente fondi se non aiutate la società”

17 Gennaio 2018, di Livia Liberatore

Le imprese devono pensare sì ai profitti ma anche alla loro responsabilità verso la società. A dirlo è Laurence D. Fink, fondatore e amministratore delegato della società d’investimento BlackRock. Nei prossimi giorni Fink informerà i dirigenti aziendali che le imprese da loro gestite devono contribuire al miglioramento della società se vogliono ricevere il sostegno finanziario di BlackRock.

Si tratta di una richiesta di impegno importante da parte di Fink, che è responsabile del più grande gruppo di investimenti al mondo, con 6 mila miliardi di dollari, e ha una grande influenza sui consigli di amministrazione.

Fink ha scritto questo messaggio in una bozza di una lettera che è stata visionata in esclusiva dal New York Times. Un investitore istituzionale del genere che fa appello alla responsabilità sociale d’impresa è di certo un momento spartiacque a Wall Street.

“Molti governi non si preparano per il futuro, su questioni che vanno dalle pensioni alle infrastrutture, all’automazione e alla riqualificazione dei lavoratori “, ha scritto Fink e aggiunto: ” Di conseguenza, la società si rivolge sempre più al settore privato e chiede alle aziende di rispondere a sfide sociali più ampie “.

Si tratta di un grande cambio di mentalità per BlackRock, che starebbe ora assumendo personale per monitorare la responsabilità sociale delle aziende. Fino a poco tempo fa, società come BlackRock erano investitori passivi e hanno fatto poco per fare pressioni sui leader delle realtà in cui hanno investito. Il signor Fink aveva anche denunciato gli azionisti “attivisti” perché troppo concentrati sul breve termine.

Il cambio di strategia è stato graduale. Lo scorso anno Fink ha rivolto critiche alle politiche di Exxon, poco trasparenti sul dialogo dei consiglieri indipendenti con il mercato, e sulle strategie per far fronte al cambiamento climatico. BlackRock ha iniziato anche a schierarsi con gli investitori attivisti anche se non pubblicamente: uno dei suoi fondi ha votato a favore dell’attivista Nelson Peltz l’anno scorso nella sua lotta con Procter & Gamble.