Bitcoin scivola ai minimi da aprile: pesano i dubbi sui tassi Fed e la fuga dal rischio
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Il mercato delle criptovalute torna sotto pressione e, questa volta, a guidare il movimento ribassista è proprio il Bitcoin. La principale valuta digitale è scesa ai livelli più bassi degli ultimi sei mesi, in un contesto che combina un improvviso raffreddamento dell’appetito per il rischio e nuove incertezze sulle prossime mosse della Federal Reserve.
Bitcoin crolla: cosa sta succedendo
Il Bitcoin è scivolato fino a quota 86.325 dollari, toccando un minimo intraday che non si vedeva dal 21 aprile. Successivamente il prezzo della criptovaluta ha tentato un rimbalzo, riportandosi intorno agli 86.690 dollari, ma il sentiment è rimasto fragile per tutta la seduta. Un arretramento di queste dimensioni, nell’ordine del 4% in poche ore, mette nuovamente in evidenza quanto il mercato crypto continui a muoversi in forte correlazione con gli asset finanziari più sensibili alle decisioni di politica monetaria.
Tassi d’interesse di nuovo al centro della scena
A scuotere gli equilibri difatti è stato, ancora una volta, il settore macroeconomico. La pubblicazione di dati sul mercato del lavoro statunitense superiori alle attese ha frenato l’ottimismo degli ultimi giorni, alimentato dall’idea che la Fed potesse optare già a dicembre per un nuovo taglio dei tassi. L’economia USA ha registrato 119.000 nuovi occupati nel mese di settembre, più del doppio delle stime degli analisti (che si attendevano circa 50.000 nuovi posti).
Un mercato del lavoro così resiliente rischia di rallentare o posticipare l’allentamento monetario: la Fed, infatti, potrebbe considerare prematuro tagliare i tassi in una fase in cui occupazione e consumi mostrano ancora forza. Le attese di un taglio a dicembre, che appena qualche settimana fa superavano il 60%, sono scese intorno al 40%, come mostrano i dati del FedWatch di CME Group.
Questa revisione delle aspettative ha reso immediatamente più cauti gli investitori, spingendoli a ridurre l’esposizione agli attivi più volatili. E, storicamente, il Bitcoin tende a trovarsi tra i primi asset a reagire a qualunque cambiamento nel sentiment di mercato.
Una discesa che investe tutto il comparto crypto
Ma il calo del Bitcoin non è rimasto isolato. L’intero settore delle criptovalute ha vissuto una giornata difficile: XRP ha ceduto il 2,3%, scendendo nuovamente sotto i 2 dollari, Ether (ETH) è scivolato di oltre il 3%, riportandosi ben sotto i 3.000 dollari, mentre il Dogecoin è rimasto sostanzialmente invariato, ma su livelli depressi rispetto ai picchi estivi.
Il movimento ribassista ha coinvolto quasi tutte le principali altcoin, confermando come la dinamica osservata sui mercati non sia legata a un evento specifico su Bitcoin, ma a un cambio di direzione generalizzato nelle strategie degli operatori.
La correlazione con i titoli tech e il caso Nvidia
Curiosamente, la flessione di Bitcoin è arrivata nonostante una trimestrale molto forte da parte di Nvidia, colosso dei semiconduttori e leader nel settore dell’intelligenza artificiale. Il titolo, e più in generale il comparto tech, rappresenta un importante punto di riferimento per molti investitori istituzionali, spesso esposti contemporaneamente sia alle società legate all’AI sia a Bitcoin.
Questa sovrapposizione nelle posizioni ha creato negli ultimi anni una correlazione crescente tra gli asset tech e la criptovaluta. Così, anche in presenza di buoni risultati societari, il clima generale di prudenza ha prevalso, spingendo parte del mercato a ridurre il rischio in portafoglio.
La scivolata del Bitcoin non è però un episodio isolato. Da inizio ottobre, la moneta digitale ha iniziato un movimento discendente e le prossime settimane dipenderanno in gran parte dalle indicazioni della Federal Reserve e dai nuovi dati macroeconomici in uscita. Se la prospettiva di un taglio dei tassi dovesse indebolirsi ulteriormente, Bitcoin e il comparto crypto potrebbero continuare a vivere una fase di instabilità.
Al contrario, un segnale più accomodante dalla banca centrale americana potrebbe riportare liquidità e propensione al rischio sul mercato, favorendo un recupero dei prezzi. Per ora, però, il quadro parla di prudenza: Bitcoin mostra difficoltà nel trovare un livello di supporto solido e gli investitori sembrano più inclini a consolidare posizioni che a rilanciare.