Bitcoin, 8 investitori istituzionali su 10 vogliono aumentare esposizione

11 Marzo 2021, di Mariangela Tessa

Mentre il Bitcoin torna a sfondare i mille miliardi di capitalizzazione di mercato, continua a crescere la fame degli investitori istituzionali verso la regina delle criptovalute.

Lo rivela un’indagine, commissionata da Nickel Digital Asset Management (Nickel), su un campione di 50 investitori istituzionali e 50 gestori patrimoniali di Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Svizzera da cui emerge che che l’85% degli intervistati prevede di aumentare i propri investimenti nella criptovaluta nei prossimi due anni.

I motivi?  Prima di tutto, le attese sul rimbalzo dei prezzi. Uno su cinque (21%) si aspetta che il valore aumenti drasticamente quest’anno mentre un ulteriore 56% pensa che ci sarà un leggero aumento della valutazione.

Il secondo motivo più diffuso (40% degli intervistati), per il quale gli investitori aumenteranno la loro esposizione alle risorse digitali è la capacità attesa di fornire una copertura contro l’eccesso di offerta monetaria e la svalutazione della valuta.

Bitcoin, vicino a nuovi massimi storici

Oggi le quotazioni del Bitcoin sono schizzate in alto, sfiorando i 55.000 dollari (+10 mila dollari da inizio mese). Il record assoluto è stato toccato il 21 febbraio scorso a 58.000 dollari. Ma fin dove potrebbero spingersi i prezzi?

Secondo Simon Peters, Analista ed esperto di criptovalute di eToro, piattaforma di investimenti internazionale con oltre 18 milioni di utenti, che scrive in una nota:

“Il fatto che le maggiori multinazionali, da BNY Mellon a Mastercard, stiano facendo la fila per supportare il Bitcoin, evidenzia il peso che ha adesso la cripto. Il suo potere d’acquisto aumenterà man mano che altri grandi nomi saliranno sul carro. Il Bitcoin sta sconvolgendo lo status quo e sta capitalizzando sul potere calante del dollaro. Mentre gli investitori al dettaglio cercano di mettersi al riparo dall’inflazione e le istituzioni cercano soluzioni che aiutino a spingere la crescita, non c’è motivo per cui i 70.000 dollari non possano divenire presto la nuova normalità. Anche se, basandoci sulle performance mostrate nel 2021, il criptoasset potrebbe potenzialmente puntare ancora più in alto”.