BIO-TECH IN CALO: C’E’ UN MOTIVO?

15 Marzo 2000, di Redazione Wall Street Italia

I titoli biotecnologici hanno subito pesanti perdite martedi’, lasciando perplessi anche gli operatori del settore.

Dalla fine dell’anno scorso, infatti, le societa’ biotecnologiche coinvolte con la ricerca della mappa genetica hanno visto le proprie azioni salire alle stelle e l’entusiasmo degli investitori ha trascinato tutto il settore, portando il Nasdaq biotech index ad oltre il 30% in piu’.

Cosa e’ successo martedi’?

Il governo americano e quello britannico hanno criticato il tentativo di alcune societa’ del segmento biotech di brevettare i dati genetici per uso privato, dichiarandosi in favore della libera circolazione della mappa genetica, e gli investitori hanno iniziato a vendere, senza distinzione. Complessivamnente, il settore biotecnologico e’ infatti sceso del 12,6%.

Herman Saftlas, analista di S&P Equity Group, ha commentato che per l’investitore medio, quella biotecnologica e’ un’industria monolitica. I titoli sembrano muoversi all’unisono.

Anche gli operatori del settore, pero’ hanno recepito i commenti del presidente Clinton e del primo ministro inglese Blair, come un possibile ostacolo ai profitti delle societa’ biotecnologiche coinvolte con la mappatura del gene umano.

Sia Celera Genomics (CRA) che Human Genome Sciences (HGSI), le due societa’ che hanno quasi completato la sequenza, hanno perso martedi’ il 19% del valore.

Le vendite si sono poi allargate alle societa’ coinvolte nella ricerca genetica e nello studio degli strumenti per la sequenza quali Incyte (INCY) che e’ scesa del 27%, Affymetrix (AFFX) che ha perso il 14% e Ariad Pharmaceuticals (ARIA), in ribasso del 20%.

Cosi’ come le buone notizie hanno influenzato nell’ultimo anno l’aumento dei biotecnologici, cosi’ quelle cattive hanno trascinato il settore al ribasso.

“Non c’e’ ragione per cui l’industria biotecnologica abbia reagito negativamente”, ha commentato Don Pelto, dello studio legale McKenna & Cuneo; “le sole societa’ che avrebbero dovuto risentire dei commenti di Clinton e Blair sono quelle che intendono utilizzare i dati genetici per creare una serie di proprieta’ intellettuali”.

La scorsa settimana, ad esempio, Celera Genomics si preoccupava che se avesse condiviso le informazioni raccolte con i centri di ricerca, i dati avrebbero potuto essere utilizzati dai suoi concorrenti, e anche le trattative di collaborazione con il gruppo internazionale di ricerca Human Genome Project si sono interrotte sulla richiesta di Celera di mantenere i diritti commerciali per la distribuzione dei prodotti raggiunti.

Nel frattempo la societa’ ha intenzione di richiedere il brevetto sulla sequenza completata, causando controversie nell’ambiente delle ricerche e in quello legale.
Gli Stati Uniti, infatti, garantiscono una protezione sulle ricerche di trattamenti medici o altre scoperte scientifiche, ma non sulla ricerca di una sequenza genetica.

Pubblicamente, pero’, dopo l’intervento di Clinton e Blair, sia Celera che le altre societa’ biotecnologiche hanno rilasciato commenti positivi, dichiarando che non c’e’ nulla di cui preoccuparsi.