Bini Smaghi: serve un sistema bancario pan europeo

2 Settembre 2016, di Alberto Battaglia

Come previsto, molta dell’attenzione del Forum Ambrosetti di Cernobbio, che riunisce l’Olimpo della classe finanziaria internazionale, è rivolta verso il sistema bancario italiano e le soluzioni percorribili per ripulirne i bilanci dai crediti in sofferenza (che ammontano a 197,909 miliardi di Npl lordi secondo gli ultimi dati).

Secondo Lorenzo Bini Smaghi, presidente di Société Générale, ciò che serve è un sistema bancario pan europeo che favorisca fusioni fra istituti di diversi Paesi (cross border).

Inoltre, l’ex membro del board Bce è stato molto chiaro su un altro punto nel suo colloquio con l’emittente Cnbc: non serve ricorrere ai fondi dei contribuenti europei dell’Esm (il Fondo salva-stati).

“Si attinge a questo denaro pubblico quando non ce n’è altro disponibile. Questo non è il caso dell’Italia”, ha detto Bini Smaghi. Al momento il problema però non è la solvibilità del sistema, secondo il banchiere, “ma la redditività”: “queste banche possono attirare capitale privato in futuro?” si interroga Bini Smaghi.
Anche il presidente di Intesa Sanpaolo, Gianmaria Gros-Pietro si è detto assai scettico su un aiuto di origine pubblica per aiutare la dismissione dei crediti deteriorati in pancia alle banche italiane, in quanto la soluzione per l’Italia non è cancellare i vecchi debiti in sofferenza per farne di nuovi dato il problema di competitività dell’impresa italiana.

In questo, argomenta Gros-Pietro, la situazione differisce da quella delle banche spagnole le cui perdite sono state di fatto incamerate dallo stato. Alla critica per la quale sarà difficile per l’economia ripartire con un sistema bancario così gravato dagli Npl, che inibiscono la possibilità di erogare nuovo credito, il presidente di Intesa ha replicato che bisogna discriminare fra diverse categorie di credito non-performing: mentre il write-off è la soluzione preferibile per quella parte del tutto irrecuperabile, per gli altri, riferiti a imprese in condizioni di moderata difficoltà, servirebbe mettere in condizione il tessuto imprenditoriale affinché ritorni competitivo.