Bertinotti: sinistra politica “è morta”, meglio Comunione e Liberazione

19 Aprile 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Negli ultimi anni è successo un fatto improbabile, una trasformazione che ha dell’incredibile: l’ex leader della sinistra italiana Fausto Bertinotti si è avvicinato al mondo cattolico, rinnegando la politica, colpevole di essersi “chiusa in una corazza di ovatta che le impedisce di vedere”.

Evidentemente rimanere fuori dai seggi del potere per una personalità che è stata anche presidente della Camera oltre che candidato premier, ha offerto un punto di vista diverso e un’idea differente della società a Bertinotti, il quale si è persino avvicinato a Comunione e Liberazione, movimento ecclesiale lobbysta cattolico molto potente in Italia, con il cui “popolo” l’ex sindacalista dice di aver stretto una “connessione sentimentale”.

L’incontro – racconta in un’intervista al Corriere della Sera – è nato nel quadro della crisi di civiltà, “con una economia che spinge sempre più l’acceleratore sulla disumanizzazione del lavoro. Per uscirne serve un dialogo tra diverse fedi”.

Il problema della politica, secondo l’ex segretario di Rifondazione Comunista, è proprio questo: “distrutte le ideologie si è ritrovata depredata, priva di riferimenti. Il dialogo con chi ha una fede può essere la scintilla che ridà speranza”.

Bertinotti ha spiegato i motivi della sua “conversione”, se così la si può chiamare, dicendo che “oggi il rischio di una catastrofe è avvertito solo dalle coscienze più radicali, sociali e religiose”.

Bertinotti ha iniziato a stringere legami con i ciellini dal 2014, anno in cui è stato invitato da alcuni vescovi per parlare dell’enciclica Laudato Sii dopo che il suo libro “Sempre daccapo” aveva la prefazione del cardinale cattolico Gianfranco Ravasi.

Nell’incontro di Rimini l’ex leader della sinistra racconta di “aver trovato molto di più e di diverso di quel che mi aspettavo. Anzitutto, il popolo. Ricordo che per Gramsci l’intellettuale può pensare di rappresentare il popolo solo se con questo vi è quella che chiamava ‘una connessione sentimentale‘. Lì l’ho trovata”.

Un’altra cosa che ha colpito Bertinotti è stata “la capacità di prevedere il futuro” degli ospiti del convegno di Rimini. “Valeva per don Giussani ieri (memorabile la sua denuncia della crisi del rapporto tra Chiesa e popolo pur quando le chiese erano piene) come don Carrón oggi”. Don Julian Carrón è un teologo spagnolo, diventato la nuova guida di CL dopo la scomparsa di Giussani.

Bertinotti conclude dicendo di aver trovato similitudini tra le posizioni di Carrón e di papa Francesco con quelle del movimento operaio, in crisi. “Carrón e il papa mettono l’accento sull’abbandono della corazza del potere. Proprio il rapporto sbagliato con il potere e le istituzioni è causa ed effetto dello smarrimento dell’identità di cui soffre la sinistra”, la quale è politicamente “morta“.