BERLUSCA CONTRO PRODI: ‘MI STA ROMPENDO’

3 Aprile 2004, di Redazione Wall Street Italia

Botta e risposta tra Antonio D’amato e Silvio Berlusconi. Al presidente di Confindustria, che poco prima dal palco lo aveva severamente criticato chiedendo al governo di superare “liti e divisioni” e al presidente del Consiglio di mantenere le promesse, il Cavaliere ha replicato in modo contraddittorio, dicendo prima di essere d’accordo al 99% con quelle critiche e poi aggiungendo che “non c’è un solo impegno non mantenuto dal governo che guida dal 2001”.

Il presidente di Confindustria, allo scadere del suo mandato al vertice dell’associazione, sale sul palco a Molano e si rivolge direttamente al premier, che è seduto in prima fila in attesa di prendere la parola.
“Bisogna riprendere a fare la politica che era stata promessa agli italiani”, dice, rimproverando alla Casa delle libertà “la litigiosità tra maggioranza e opposizione”, ma soprattutto “nella maggioranza, che rea scoramento”. E ricordando al presidente del Consiglio che “tre anni fa “avevi detto a Parma che il nostro programma era il vostro programma, ma molte cose del programma restano ancora da fare”.

La replica di Berlusconi non si fa attendere. E quando è il suo turno di parlare, il premier dice prima di essere d’accordo “al 99%” con le critiche di D’Amato, poi però sostiene che il suo governo “ha mantenuto tutti gli impegni”, usando di nuovo una frase che negli ultimi tempi ripete quasi quotidianamente: “Abbiamo lavorato sodo”.

Sul futuro, il Cavaliere precisa di non aver mai promesso, “in nessuna sede”, la completa abolizione dell’Irap, ma semmai una “riduzione graduale e costante, e poi annuncia che “da lunedì” si metterà al lavoro “per abolire l’Irap sui ricercatori”. Nessun ripensamento, almeno per quanto riguarda questa fase di annunci, sulla riduzione delle tasse. “La scossa all’economia altro non è che lasciare più soldi nella tasche dei cittadini abbassando le aliquote”, dice Berlusconi, aggiungendo che ciò sarà fatto senza sforare il 3% del rapporto deficit-Pil. Sforamento che invece la Commissione Ue, che si appresta a decidere l’early warning per l’Italia, vede invece come assai probabile

Alla fine, una sorta di appello elettorale, che suona però come l’ennesima stoccata agli alleati di governo: “Italiani, date il 51% a Silvio Berlusconi, perché io con me stesso non ho mai litigato”. Una battuta, ma anche un modo per attribuire solo al loro peso nella coalizione le continue polemiche che scuotono il governo.

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