Bce, Draghi: non ci sostituiamo ai governi

di Redazione Wall Street Italia
23 Novembre 2012 11:12

Il numero uno della Bce Mario Draghi ha ridato speranza ai mercati, dicendo che la situazione sui mercati internazionali dovrebbe evolvere in un senso di maggiore fiducia.

Questo perche’ i governi si sono impegnati a risanare i conti e perche’ la banca centrale e’ riuscita a bloccare con i suoi interventi – anche se, per onore di cronaca, per il momento rimangono per lo piu’ solo promesse.

Bene anche la strada che portera’ alla formazione di un’ente di supervisione unico sulle banche e i presupposti per avere gli strumenti necessari per intervenire in aiuto dei paesi e delle banche che ne facessero richiesta.

Ora, ha detto il banchiere fiorentino, sara’ fondamentale pero’ “continuare da un lato con le riforme e soprattutto definire il quadro normativo che riguarda la supervisione bancario entro giugno 2013”.

Dopo le parole rassicuranti di Draghi e l’aumento migliore delle stime dell’indice Ifo sulla fiducia tedesca, l’euro e’ salito al massimo di tre mesi, mentre le borse di Londra, Parigi e Francoforte hanno virato in positivo. Da parte loro, Madrid e Milano hanno ridotto le perdite.

Con le nuove misure anticrisi prese questa estate, ha aggiunto Draghi nelle conclusioni del suo intervento al 22esimo congresso bancario europeo a Francoforte, la Banca centrale europea “non si è sostituita in nessuno dei compiti che spettano ai governi”. E’ forse il primo vero punto chiave elencato dal presidente Bce.

“Secondo – ha proseguito Draghi – la Bce ha continuato a difendere con vigore la sua autonomia. Terzo, la Banca centrale europea ha continuato a svolgere pienamente il suo principale compito istituzionale, ossia garantire la stabilità dei prezzi”.

Creare un sistema di vigilanza unificata sulle banche in Europa, compito che si punta ad affidare alla Bce, assicurerà “un terreno di gioco alla pari” alle stesse banche, ha affermato il presidente della Bce Mario Draghi. E allo stesso tempo aiuterà a “prevenire la frammentazione del mercato europeo, che è esattamente quello che stiamo cercando di riparare”.

Inoltre “una delle lezioni della crisi finanziaria, è che non solo le grandi banche transnazionali hanno la capacità di destabilizzare il sistema finanziario. Dati i legami e i meccanismi di contagio, anche le istituzioni più piccole possono rivelarsi importanti a livello sistemico”.

Quindi, una volta che sarà operativo questo nuovo sistema di vigilanza unificata, “verrà meno un fattore chiave di instabilità – ha concluso Draghi – il legame tra le autorità e le banche a livello nazionale, e verrà assicurato un terreno di gioco paritario. Questo è un passo importante verso una economia europea più stabile”.

L’imprssione, tuttavia, e’ che la partita dell’Europa si giochera’ con le elezioni della prossima primavera in Italia e quelle di autunno in Germania.